di Andrea Maldi
Il Cremlino, tramite una nota del ministero della Difesa russo, afferma di aver ripreso il controllo di 3 località nel Kursk, occupate l’estate scorsa dalle truppe ucraine: Malaya Loknia, Cherkasskoye Porekhnoye e Kositsae e di avanzare nel Donetsk, dove nella notte i russi hanno sferrato una serie di raid con un momentaneo bilancio di 12 vittime. “Raid spregevoli e disumani” ha commentato il leader ucraino Volodymyr Zelensky.
La situazione più complessa è proprio nel Kursk, dove 10 mila soldati ucraini rischiano di rimanere senza approvvigionamenti di carburante e munizioni.
Il Telegraph scrive che Kiev sta valutando il ritiro dalla regione.
La controffensiva ucraina dalla sera dell’8 marzo ad oggi ha abbattuto 73 droni d’attacco russi di tipo Shahed su un totale di 119 droni lanciati, con altri 37, per lo più droni esca fatti per disorientare l’artiglieria contraerea, che si sono smarriti o caduti in zone aperte.
Intanto Elon Musk tuona su X sulla connessione di Starlink: “Per essere estremamente chiari, non importa quanto io non sia d’accordo con la politica ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali. Sto semplicemente affermando che, senza Starlink, le linee ucraine collasserebbero, poiché i russi possono bloccare tutte le altre comunicazioni! Non faremo mai una cosa del genere né la useremmo come merce di scambio”.
Si è espresso anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che in una intervista su Fox, alla domanda se si sentisse soddisfatto di aver bloccato tutti i sostegni finanziari e militari a Kyiv, ha replicato che “l’Ucraina potrebbe non sopravvivere anche con gli aiuti americani”, probabilmente in riferimento ai progressi della Russia sul campo di battaglia.
