“Siamo partiti dall’Ucraina con in collegamento il presidente Zelensky. Viene mantenuto il sostegno europeo. E si sostengono anche gli sforzi americani come la richiesta italiana per una pace giusta e duratura e si fa riferimento alla proposta di cessate il fuoco che mette la palla nel campo russo”. Così Giorgia Meloni da Bruxelles, in un punto stampa, nel corso del Consiglio europeo. Ma nel corso del breve incontro con i giornalisti è tornata anche sulle polemiche legate alle sue considerazioni sul Manifesto di Ventotene, tornando ad attaccare quella che ha definito la sinistra “illiberale e nostalgica” per la reazione “scomposta” alle sue affermazioni. Tornando sulla questione, sollecitata dai cronisti, si dice “sconvolta” da quanto accaduto ieri alla Camera, da “insulti e ingiurie” che le sono state rivolte da parlamentari di una sinistra che mostra “un’anima illiberale e nostalgica”. Lei, da parte sua, assicura di non aver “insultato” ma rivendica il diritto a non essere d’accordo con alcuni dei contenuti del Manifesto. Ma su quanto accaduto alla cena degli europarlamentari di Fratelli d’Italia con la Premier, è stata diffusa una smentita sulle presunte affermazioni di Meloni. Fonti di Palazzo Chigi “smentiscono categoricamente le ricostruzioni riportate da alcuni organi di stampa” in merito ai colloqui tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e gli eurodeputati di Fratelli d’Italia a Bruxelles. In particolare, fonti di governo precisano che “Meloni non ha mai definito la propria citazione del Manifesto di Ventotene alla Camera come ‘una trappola’ in cui sarebbero ‘cascati esponenti dell’opposizione con reazioni isteriche’, né ‘una mossa mediatica’ che ‘ha fatto impazzire la sinistra’”. Quindi, sottolineano le stesse fonti, “ogni interpretazione attribuita alle parole del presidente al di fuori di quanto detto pubblicamente è da considerarsi priva di fondamento. Preoccupano le ormai quotidiane notizie diffuse da alcuni media su fatti mai accaduti”
