Politica

Conte manda in tilt il campo largo

di Orietta Migliori

 

L’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Presidente del Movimento 5 Stella manda in tilt il campo largo. In un articolato intervento alla kermesse PiazzaAssiago, ha letteralmente riscritto, in versione grillina, tutti i principali capitoli di politica estera, cha suo avviso la futura coalizione del centrosinistra dovrebbe sottoscrivere.

 

Non votiamo il sostegno militare all’Ucraina

“Non votiamo il sostegno militare” all’Ucraina. “Per quello che riguarda aiuti e sanzioni economiche sì. Mi sembra che l’Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c’è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi”.

Putin lo vuole un negoziato? Andiamo a vedere

“Putin lo vuole il negoziato? Andiamoci a sedere e andiamo a vedere. Di cosa avete paura voi che volete la guerra? Sono due mesi e mezzo che l’Ue non ha ancora individuato un negoziatore? Costa no, Merkel no. Ora andiamo a stanare Putin”.

Se diventassi premier chiamerei Zelensky e Putin per svolta negoziale

“Sono favorevole a una svolta negoziale che l’Europa non vuole. Piuttosto che chiamarsi volenterosi, Francia, Regno Unito e Germania, abbiamo bisogno di una coalizione europea di coraggiosi. Abbiamo bisogno di un candidato premier per la coalizione progressista: se dovessi essere investito di questa grande responsabilità chiamerei Zelensky, lo incontrerei. Lo rassicuro: lui è aggredito, ma un attimo dopo chiamerei Putin per imprimere una svolta negoziale”.

Il nodo della politica estera lo scioglieremo con le primarie

Il nodo della politica estera “lo scioglieremo con le primarie. Faremo decidere gli italiani. Se dovessi essere partecipe delle primarie e vincente il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell’Ucraina, che è il Paese aggredito”. Poi l’ex Premier interviene anche sulla Tav.

Tav: non è un totem, chiediamoci se serve o meno e ragioniamoci con i francesi

“La Tav non la stanno facendo nè in Italia né in Francia. Noi non ci potevamo rimangiare quel progetto, ma è di fine anni ’80. Ci vogliamo chiedere se i francesi lo vogliono? Ci vogliamo chiedere se serve o no? Sono 40 anni. La Francia non sta facendo niente. Il tunnel non lo stanno scavando, invece di mantenere il totem mettiamoci attorno a un tavolo con i francesi”.

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