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  Contro-dazi Ue in stand by per 90 giorni

di Andrea Maldi

La guerra commerciale contro gli Stati Uniti è in stand by per 90 giorni: l’Ue ha bloccato le sue contromisure verso gli Usa per portare avanti le discussioni con la Casa Bianca su come risolvere il conflitto economico.

“Mentre completiamo l’adozione delle contromisure dell’Ue che hanno ricevuto un forte sostegno da parte dei nostri Stati membri, le metteremo in attesa per 90 giorni. Vogliamo dare una possibilità ai negoziati. Se le trattative non saranno soddisfacenti, entreranno in vigore le nostre contromisure”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

La decisione arriva subito dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di mettere in pausa le tariffe reciproche per un lasso di tempo di 90 giorni.

 

I contro-dazi su acciaio e alluminio, messi in atto come risposta alle aliquote di Trump, erano state approvate mercoledì scorso dal Parlamento Eu e concernevano oltre 20 miliardi di euro di prodotti made in Usa come motociclette, rame e soia.

La prima tranche, del valore di circa 4 miliardi di euro, doveva ufficialmente entrare in vigore il 15 di aprile ma, almeno per il momento, è congelata.

 

Tutte le  merci europee inizialmente dovevano essere colpite dai dazi americani con un’aliquota univoca del 20%, che la Commissione Ue aveva concluso come “non credibili e né giustificate”.

Con il passo indietro del Tycoon, le importazioni dei Paesi membri europei negli Stati Uniti saranno colpite con una quota base del 10%. Rimane il 25% per le categorie acciaio, alluminio e automobili.

 

La scorsa settimana la presidente von der Leyen ha dichiarato che “vista la profonda incertezza sulle politiche commerciali di Trump, si continuerà a lavorare per approntare ulteriori contromisure. Si conferma l’ipotesi ‘zero per zero’ su tutti i beni industriali – precedentemente scartata da Trump – , tutte le opzioni rimangono sul tavolo”.

 

Ora che Whashington si è presa una pausa contemplativa di 90 giorni, l’Unione Europea potrebbe approfittarne offrendo subito ristoro ad aziende, imprese ed imprenditori statunitensi che delusi dal “sogno americano” potrebbero investire in totale libertà nel vecchio continente. D’altronde la scesa in campo di Elon Musk, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos, magnati dell’hi-tech e dell’e-commerce, alla corte di Re Donald non sembra produrre gli effetti sperati.

Forse è arrivato il momento di dimostrare che la (nuova) America, nonostante tutto, è diventata l’Europa.

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