di Balthazar
Il governo ucraino ha sospeso il ministro della Giustizia German Galushchenko, lo ha annunciato oggi mercoledì la primo ministro Yulia Svyrydenko, nell’ambito di un’indagine sulla corruzione nel settore energetico.
Galushchenko, che in passato aveva ricoperto la carica di ministro dell’Energia, è stato oggetto di azioni investigative, ma non è stato precisato se ciò sia legato al caso di corruzione nel settore energetico indagato dai funzionari dell’Ufficio nazionale anticorruzione (National Anti-Corruption Bureau. NABU).
Seecondo una fonte ucraina la voce di Galushchenko sarebbe stata registrata in una conversazione con alcuni degli indagati nel caso di corruzione, diffusa dal NABU.
L’inchiesta in corso riguarda infatti un sistema di tangenti da circa cento milioni di dollari, legato alla società statale Energoatom, che gestisce le centrali nucleari del Paese.
Energoatom produce il 47% dell’energia ucraina, gestiva la centrale nucleare di Zaporižja, ora in mano russa, e quelle di Chmelnyckyj e Rivne mentre è in progettazione quella Čyhyryn
NABU e la Procura Anticorruzione hanno effettuato oltre 70 perquisizioni e arrestato cinque persone, mentre altre due risultano indagate. Tra i sospetti figurano un imprenditore influente ed ex consigliere del ministro dell’Energia e il capo della sicurezza di Energoatom.
Nell’inagine sarebbe anche ancheimplicato Timur Mindich, imprenditore ed ex collaboratore di Volodymyr Zelensky, il quale avrebbe esercitato influenza sull’ex ministro dell’Energia German Galushchenko e sull’ex ministro della Difesa Rustem Umerov, ora segretario del Consiglio di Sicurezza e Difesa Nazionale..
German Galushchenko non è stato ancora formalmente accusato, ma il Parlamento ha già registrato una proposta di revoca per “corruzione sistemica e legami con Andrii Derkach, ex deputato ucraino, ora senatore in Russia.
I funzionari del NABU hanno annunciato l’indagine due giorni fa mentre l’Ucraina si prepara ad affrontare un altro inverno di diffusi blackout, mentre l’’energia nucleare è una fonte chiave per la produzione elettrica nel Paese. L’agenzia anticorruzione ha precisato che il lavoro sul caso è durato 15 mesi e ha comportato 1.000 ore di registrazioni.
Secondo gli inquirenti, un gruppo di funzionari e intermediari esterni riceveva tangenti dai clienti dell’azienda, solitamente pari al 10-15% del valore contrattuale.
Coloro che si rifiutavano di pagare le tangenti venivano minacciati di congelamento dei pagamenti – la legge marzale, è vietato intentare cause legali contro Energoatom per il rimborso del debito- oppure di escluderli dall’elenco clienti dell’azienda, secondo uno schema definito “barriera”.
Il denaro proveniente dalle tangenti veniva riciclato tramite un ufficio separato nel centro di Kiev e trasferito tramite società straniere, mentre alcune transazioni sono avvenute all’estero.
Secondo gli inquirenti, il 10 ottobre, giorno della riunione del presidente Zelenskyy sul ripristino della fornitura di energia elettrica, gli indagati avevano già pianificato di aumentare le tangenti dal 10 al 15% per la costruzione di strutture protettive presso la centrale nucleare di Khmelnytskyi.
Ma ancor più grave è la rivelazione dell’Ufficio anticorruzione secondo la quale il gruppo criminale sarebbe coinvolto anche in appropriazioni indebite ai danni dell’industria della difesa.
Anche la stampa ucraina riporta che questa vicenda potrebbe comportare qualche mal di testa a Zelensky poiché l’uomo d’affari Mindich viene considerato addirittura come il “mentore” della carriera di Volodia. Senza escludere le registrazioni con la voce del presidente stesso, che comunque non possono venire diffuse per legge. .
La vicenda sta suscitando un enorme clamore a Kiev e sta facendo riemergere quella “coalizione anti-Zelensky” , composta da organizzazioni anticorruzione, enti finanziatori e dall’ex presidente Poroshenko che propone di privare il presidente del controllo sulla maggioranza della Rada e del Consiglio dei Ministri, per poi formare un “governo di unità nazionale”.
La situazione del presidente potrebbe peggiorare se i problemi al fronte si aggravassero . I tentativi di tenere Pokrovsk e Myrnohrad, quando già erano praticamente già in mano russa, secondo alcuni commentatori anche occidentali sarebbero in parte dovuti alla riluttanza di Zelenskyy nel rendere pubblica la notizia della caduta delle città in coincidenza con il”caso Mindich”.
Anche se pubblicamente il Presidente e altri membri del suo Governo dichiarano la loro disponibilità a collaborare alle indagini, a Kiev in circolano dubbi sul fatto che Mindich abbia attuato piani così su larga scala senza l’approvazione di Zelensky.
Se poi intendesse utilizzare l’intelligence dello SBU e l’Ufficio Investigativo di Stato per contrattaccare gli enti di controllo NABU e la SAPO, accusandone i leader e i dipendenti di tradimento e di lavorare per la Russia, troverebbe la netta opposizione dei suoi alleati e soprattutto della UE che sta ancora valutando i criteri per l’ingresso dell’Ucraina nella Unione.
Ma soprattutto potrebbe ridare fiato al fronte anti-Zelensky in patria dove i contendenti non mancano.
