Quante volte ci siamo trovati a parlare dei grandi temi: competitività, AI, export, Europa, Stati Uniti. Ma se oggi un ragazzo non vuole più fare il nostro lavoro, se in un Paese come il nostro mancano le mani e i cervelli per costruire futuro, allora stiamo parlando di niente.”
Con queste parole, il presidente nazionale CNA, Dario Costantini, ha aperto il suo intervento all’assemblea regionale di CNA Lombardia, che ha visto la rielezione di Giovanni Bozzini alla guida dell’associazione per i prossimi quattro anni.
Il discorso di Costantini è stato un affondo lucido e appassionato sui nodi strutturali che frenano il futuro del Paese e delle imprese. Primo fra tutti, quello demografico: “L’Italia oggi è un Paese che invecchia, che non genera il proprio futuro. Senza nuove generazioni disposte a mettersi in gioco, tutto il resto non ha senso.” Un tema che per il presidente è personale: “Lo dico da presidente, ma anche da padre, da cittadino.”
Costantini ha invocato una narrazione diversa del lavoro: “Abbiamo il dovere di spiegare ai giovani che lavorare con dignità, anche in tuta, anche nei mestieri tradizionali, è valore, non fallimento.”
E ha rivendicato l’impegno della CNA per la legalità: “Un imprenditore, dopo un nostro convegno in Sicilia, è uscito e ha denunciato i propri estorsori. Questo è il potere dell’esempio.”
Dal fronte internazionale, Costantini ha ricordato che “oggi ci sono 56 guerre in corso che coinvolgono 90 Paesi. È inaccettabile. Ma non possiamo limitarci a registrare l’orrore. Dobbiamo coltivare la pace e i suoi valori.”
Sull’export, un dato chiaro: “Il 14% delle esportazioni dei nostri associati va negli Stati Uniti. Ma molta merce italiana arriva oltreoceano passando dalla Germania. Il nostro Made in Italy viene spesso esportato da altri.”
Un altro punto critico: i ritardi nei pagamenti. “Il 50% delle nostre imprese non viene pagato nei tempi. E quando non ti pagano, soprattutto se sei giovane, rischi di chiudere prima ancora di cominciare.”
Costantini non ha risparmiato critiche alla complessità della Transizione 5.0, definita “bella ma inutilizzabile” per le piccole imprese. E ha rilanciato la necessità di strumenti concreti per supportare davvero l’internazionalizzazione: “Oggi 90mila imprese italiane potrebbero esportare e ancora non lo fanno.”
Il presidente ha ribadito che “la CNA c’è, ma non può fare tutto da sola”, ricordando che l’associazione ha consegnato alla politica un piano con 100 proposte per la semplificazione burocratica, che con zero spese sono capaci di generare 7 miliardi di risparmi, più della stessa Transizione 5.0. Ma, ha aggiunto con fermezza: “Siamo ancora fermi.”
Infine, ha concluso con un richiamo alla realtà: “Prima dei sogni sul futuro, affrontiamo i problemi concreti del presente: pagamenti, credito, formazione, dignità del lavoro, legalità. Non dimentichiamo l’ABC dell’impresa. Perché senza fondamenta, nessuna visione può reggere.”
L’intervento ha fatto da cornice all’assemblea di CNA Lombardia, che ha riconfermato Giovanni Bozzini presidente. Imprenditore cremonese del settore socio-sanitario, Bozzini è stato rieletto con il voto dei 69 delegati regionali. “Affronteremo il secondo mandato nella consapevolezza dei rischi che le imprese stanno affrontando in un quadro geopolitico incerto. CNA continuerà a fare lobby nell’interesse generale dei territori e delle politiche pubbliche”, ha dichiarato.
