Vladimir Putin ha parlato della crisi alimentare provocata dalla guerra in Ucraina: inviando un messaggio all’Occidente, mentre crescono le preoccupazioni per le conseguenze sull’Africa, ha prima minimizzato e poi ha lasciato intendere che una soluzione è a portata di mano, ma alle sue condizioni. Il presidente russo ha prima offerto i porti occupati di Mariupol e Berdyansk per sbloccare l’export del grano ucraino. Poi, oltre ai porti ucraini ormai sotto il suo controllo, ha spiegato che la via più semplice per portare fuori il grano dal Paese sarebbe quella del passaggio dalla Bielorussia: ma solo a patto di togliere le sanzioni al suo principale alleato. Così, con decine di milioni di tonnellate di cereali ancora bloccate nei silos ucraini, il leader russo si è preso ancora una volta il centro della scena. Ieri, venerdì 3 giugno, ha ricevuto il capo dell’Unione Africana, in rappresentanza dei Paesi che più stanno soffrendo la stretta su grano e fertilizzanti. Il presidente senegalese Macky Sall, durante il faccia a faccia a Sochi, ha esortato Putin a “prendere coscienza che i nostri Paesi, anche se lontani dalla guerra, sono vittime a livello economico” del conflitto. Al termine del colloquio, Macky Sall si è detto “rassicurato” dalle parole del presidente russo. Putin ha parlato durante un’intervista all’emittente Rosshyia 1 e ha minimizzato. “Non ci sono problemi” per esportare il grano dall’Ucraina, ha detto. E ha sostenuto che le notizie diffuse dagli occidentali secondo cui la Russia bloccherebbe i porti ucraini sono un “bluff” per mascherare i loro errori politici. Poi ha fatto la sua offerta: per far uscire il grano si potrebbero utilizzare i porti delle città occupate di Mariupol e Berdyansk, che i russi stanno “sminando, mettendoli in sicurezza”, al contrario di quello di Odessa, ancora in mani ucraine. Altre opzioni includono il fiume Danubio attraverso la Romania, l’Ungheria o la Polonia, ma “la soluzione più semplice ed economica”, ha spiegato Putin, sarebbe trasportare il grano attraverso la Bielorussia, perché sarebbe consegnato immediatamente ai porti degli Stati baltici e poi a qualsiasi destinazione”. La condizione, tuttavia, è la “revoca delle sanzioni a Minsk”, ha precisato. A tali condizioni, però, il traffico del grano resterebbe totalmente sotto il suo controllo. Intanto, crescono le preoccupazioni delle conseguenze della crisi alimentare sull’Africa. La guerra russa in Ucraina e la raffica di sanzioni internazionali contro Mosca hanno interrotto le forniture di fertilizzanti, grano e altri prodotti da entrambi i Paesi, facendo aumentare i prezzi di cibo e carburante. I prezzi dei cereali in Africa, il continente più povero del mondo, sono aumentati a causa del crollo delle esportazioni dall’Ucraina, acuendo l’impatto del conflitto e del cambiamento climatico e suscitando timori di disordini sociali. L’Onu ha spiegato che l’Africa sta affrontando una crisi “senza precedenti” causata dalla guerra. Il Cremlino ha sempre respinto qualsiasi responsabilità, attribuendo la colpa della crisi dei mercati alle “politiche miopi” dell’Occidente anche in campo energetico.
aggiornamento la guerra di Putin ore 12.21
