La guerra di Putin

Biden definisce Putin un macellaio e  la Russia accusa gli americani  dell’attacco al Crocus

 

di Giuliano Longo

 

Parlando nella Carolina del Nord durante una rara interruzione della su campagna elettorale, ilpresidente Joe Bidenha definito  Vladimir Putin“un macellaio”.Prima di allora lo aveva definito  un “delinquente”e un “pazzo figlio di puttana”. Un esempio di equilibrio, saggezza e competenza diplomatica

 

Ma la grande America (delle libertà e della democrazia) se lo può permettere, un po meno gli europei e alcuni piccoli Paesi che ne seguono le orme, inconsapevoli (ma forse no) dei rischi incombenti

 

Il Governo tedesco, così ligio alla forma, non si riferisce più più a Vladimir Putin come al presidente della Russia, ma lo chiama semplicemente “Putin”e nemmeno Vladimir Putin, come l’ultimo dei mugiki. .

 

Storicamente i peggiori eccessi del linguaggio (potremmo citare volumi interi di insulti) sononormali rigurgiti di propagandaquando un conflitto è in corso, ma (per ora) non ci risulta che gli Stati Uniti e la NATO abbiano dichiarato guerra alla Russia, né che la Russia non ha dichiarato guerra all’Occidente.

 

I russi, che non sono del tutto idioti o rimbesuiti dalla propaganda del loro Tzar,  sanno bene (già dai tempi della rivoluzione bolscevica del 1917) che i maestri dello spionaggio della occidentale fanno gli straordinari, cercando di rovesciare i governi del Cremlino. E per quanto riguarda il loro attuale leader  c’è già stato un tentativo di colpo di stato e numerosi tentativi di ucciderlo,compreso un attacco al suo ufficio al Cremlino con droni Kamikaze.

 

Sembra però  che gli Stati Uniti e i loro alleati siano giunti alla conclusione che il pericolo è “Putin”  e non la Russiain sé, e siccome non hanno trovato alternative possibili (Navalny, Prigozhin…) sono giunti alla che alla conclusione che “via Vladimir via il dolore”.Come? Le vie della CIA sono infinite.

 

Ma la Russia è unapotenza nucleare, dotata inoltre di tutti i tipi di armi più avanzate potenti. Trastullarsi al gioco“daje a Putin”esacerba la tensione esistente con la  NATO, e fa minacciare Mosca  di“opzione nucleare”.

 

Perché allora la guerra di propaganda e comunicazione degenera anche nell’insulto? Perché in Europa è ormai diffusa l’opinione che se l’Ucraina la Russia attaccherà in Europa

 

Questo è un argomento interessante per molte ragioni.Uno di queste è chenon esiste assolutamente alcuna prova concreta che la Russia intenda attaccare un paese della NATO, o anche altri membri non della NATO, come la Moldavia.

Ma la mancanza di prove non sembra avere importanza per coloro che promuovono l’idea di un imminente attacco di Mosca.

 

Inoltre l’argomentazione dell’attacco russo trascura il fatto che Mosca  non ha bisogno di aspettare di sconfiggere l’Ucraina per lanciare un attacco, se volesse davvero farlo.

 

Pretesti già sufficienti potrebbero essere i trasferimenti di armi e addestramentodelle truppe ucraine in Germania, Polonia e Regno Unito,l’intelligenceoperate dal suolo NATO con aerei AWACSe i droni ad alta quotache possono colpire le città russe e il ponte sullo Stretto di Kerch in Crimea.

 

Il secondo argomento riguarda la “provocazione” del trasferimento a Kiev di armi a lungo raggioper attaccare la Russia. Anche questo  potrebbe essere considerato un atto di guerra da parte della NATO.

 

Il caso più interessante è il missile da crociera Taurus, che il cancelliere tedesco Olaf Scholz si è rifiutato (finora) di inviarein Ucraina, mentre i suoi ministri degli Esteri e della Difesa vogliono inviarli  per attaccare obiettivi all’interno del territorio russo; anche l’UEha votato per l’invio, ma tecnicamente è incompetente.

 

I russi hanno avvertito Scholz che fornire Taurus sarebbe considerato un atto di guerra contro la Russia, avvertendo  che ne  riterranno responsabile la Germania, innervosendo  non poco  il Cancelliere tedesco.

 

Eppure nessun argomento, sia pure razionale, ha impedito aMacron di suonare il tamburo e minacciare di inviare truppe francesi in Ucraina. Che ciò avvenga in modo graduale e coperto, oppure apertamente e bruscamente, non ha molta importanza. Perché non solo i russi cercheranno di distruggere la presenza francese in Ucraina, ma avranno anche  e un “altro casus belli” con la NATO di cui la Francia fa parte.

 

Washington è contraria a qualsiasi dispiegamento di truppe francesi e non è chiaro se l’impetuoso leader d’Oltralpe  (il cui sostegno politico interno sta diminuendo) rischierà  provocare una terza guerra mondiale.

 

Al di là del linguaggio “scortese (sic)” che arriva ora dagli Stati Uniti e dall’Europa, delle minacce simili a quelle di Macron, e del pericolo incombente di una guerra nucleare, da parte dell’Occidente  c’èla completa mancanza di qualsiasi alternativa politica coerente.

 

Ancora più evidente è come la maggioranza dei russi percepisce il massacro del teatro Crocus Hall. Ebbene gran parte di quella opinione pubblica  percepisce l’attacco come un’altra operazione di destabilizzazione diretta contro “Putin”.

 

Fatta la Tara dalla propaganda di regime, credono, abbastanza apertamente, che l’attacco sia stato organizzato dagliStati Uniti e dal Regno Unito, citando in termini espliciti la CIA. E sono convinti che siano stati i servizi ucraini a “organizzare” l’operazione, piazzando il deposito di armi e fornendo un porto sicuro ai terroristi in fuga. Posizioni che dilagano non solo sulla stampa di regime,  ma anche  su tutti i social.

 

La domanda aperta è: come risponderà la Russiaagli insulti,  all’attacco Crocus e ai venti di guerra in Stati Uniti e NATO?

 

Pensare che la mattanza e il buco dei servizi russi nel prevedere l’attentato, abbia in demolito il potere di Vladimir fra il suo popolo, più che una realtà è una speranza dell’Occidente e del suo sistema mediatico, ma soprattutto, allontana qualsiasi prospettiva di pace.

aggiornamento la crisi russo-ucraina ore14.23

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