di Andrea Maldi
In queste ultime ore l’agenzia di stampa Reuters diffonde la notizia che Donald Trump sarebbe disposto a pagare da 10 a 100 mila dollari ciascuno dei 57mila groenlandesi residenti sull’isola per dissuaderli a separarsi dalla Danimarca e aderire all’idea americana, alcuni giorni fa aveva addirittura paventato un’operazione militare.
“Avere la proprietà della Groenlandia è fondamentale. Credo che sia psicologicamente necessario per il successo. Penso che la proprietà ti dà qualcosa che non si può ottenere con un semplice contratto di locazione. La proprietà offre elementi che non si possono avere semplicemente firmando un documento”, lo ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump durante un’intervista al New York Times.
Gli fa eco il suo vice JD Vance: “Acquistare la Groenlandia è essenziale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e il presidente è disposto a spingersi fino a dove è necessario. Spetta a lui la parola definitiva. Esorto l’Ue a prendere sul serio le intenzioni del presidente”.
Favorevole a una maggiore cooperazione con gli Stati Uniti è anche Pele Broberg, attuale presidente del partito politico centrista-populista pro-indipendenza in Groenlandia, che chiede trattative direttamente con la Casa Bianca, bypassando il governo di Copenaghen.
In effetti il Tycoon da sempre ha affermato di avere grande interesse riguardo all’isola artica più grande del mondo per la sicurezza collettiva e strategica dei paesi dell’Europa occidentale e del Nord America (Nato), per il controllo degli itinerari marittimi artici-antartici in via di espansione a causa del riscaldamento globale e per i suoi ricchi giacimenti minerari – anche se diversi analisti politici vedono nel suo interesse politico-strategico una mossa contro l’influenza di Russia e Cina, oltre ad interessi economici degli Usa (e personali) per lo sfruttamento delle terre rare –.
Intanto non mancano le polemiche: negli Usa il senatore per lo stato della Louisiana John Neely Kennedy ha dichiarato che un’invasione militare americana in Groenlandia sarebbe “una idiozia di proporzioni colossali, un’eventuale annessione solo su volere del popolo groenlandese”. Anche l’alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, si è espressa: “L’Unione Europa sta analizzando se si tratti di una minaccia reale – in quando la Groenlandia, nonostante l’uscita nel 1985, è un territorio dipendente dalla Danimarca che è uno degli stati membri Ue e della Nato – e, in tal caso, quale sarebbe la nostra risposta”.
Al Congresso americano, il diplomatico groenlandese Jacob Isbosethsen ha affermato che la “Groenlandia non è in vendita e spetta solo ai groenlandesi”.
Un’alternativa all’acquisto dell’isola artica è l’impiego del Compact of Free Association (Cofa), un accordo di cooperazione internazionale dove gli Stati Uniti assicurano a tutti i cittadini groenlandesi di poter vivere, lavorare, soggiornare, studiare liberamente sul territorio americano e la possibilità di prestare servizio nell’esercito statunitense, in cambio gli Usa ottengono un accesso militare incondizionato e riservato su aree fondamentali senza ingerenze di altri Stati.
Secondo le valutazioni del Financial Times il valore della Groenlandia supererebbe 1 trilione di dollari, se poi si aggiunge il suo vantaggio strategico nell’Oceano Atlantico settentrionale aumenterebbe a circa 3 trilioni.
