La Borsa di Milano in tilt in apertura di seduta con buona parte dei titoli che non riescono ad aprire. Man mano che i titoli entravano agli scambi, il listino lasciava sul terreno percentuali negative drammatiche, questo effetto ha travolto anche l’Europa. Sotto pressione gli Istituti di credito e non solo. Le borse continentali seguono il tracollo di quelle asiatiche. In Asia Tokyo lascia quasi l’8%, Hong Kong precipita a -11,6% , Shanghai il 7,6%, Shenzhen il 10,5%, Seul il 5,57%. Lo spread tra Btp e Bund è schizzato in apertura a 128 punti e continua a salire oltrepassando i 130 punti. Salgono di 3 punti base i decennali italiani al 3,8% mentre i titoli di Stato tedeschi perdono 8 punti base al 2,48%. In caduta libera petrolio e il gas che scivola sui livelli di settembre scorso. I wti cede oltre il 3% a 60 dollari, il brent il 2,9% a 63 dollari al barile. Ad Amsterdam, i contratti Ttf cedono il 6,8% a 33,9 euro al megawattora. L’euro continua a salire sul dollaro con il quale scambia a 1,10. Va detto poi che l’effetto centrifuga innescato da Trump ha effetti deleteri anche per il Bitcoin. Le criptovalute hanno cancellato quasi tutti i guadagni dalla vittoria elettorale di Donald Trump all’inizio di novembre. La capitalizzazione di mercato totale di tutte le cripto è scesa di circa il 10% a 2,54 trilioni di dollari, secondo i dati di CoinGecko. In queste ore segnala Bloomberg, il Bitcoin ha perso oltre il 7% a Londra, raggiungendo un minimo di 77.000 dollari e ora perde ancora a 76.837 dollari (-2,5%). Ethereum è crollato a 1.521 dollari, minimo infragiornaliero che non si vedeva dall’ottobre 2023, e ora è trattato a 1,543 dollari (-1,95%). Gli effetti dell’operazione Trump sono analizzati anche da Pechino. I leader cinesi hanno discusso nel fine settimana le misure per stabilizzare l’economia e i mercati di fronte allo tsunami tariffario del presidente Usa Donald Trump, inclusa l’ipotesi di accelerare i piani di stimoli ai consumi. Lo riporta Bloomberg in base a fonti vicine al dossier, secondo cui nell’iniziativa sono stati coinvolti dirigenti e funzionari senior di enti governativi, compresi quelli delle autorità di regolamentazione finanziaria. Nel mirino c’è l’idea di portare avanti alcune misure pianificate anche prima dei dazi di Trump. Le Borse cinesi, tuttavia, accentuano le perdite con Shanghai a -7,30% e Shenzhen a -10,31%. Va detto poi che, al contrario di Pechino, Taiwan non cercherà tariffe di ritorsione contro i dazi al 32% di Donald Trump e si impegnerà per rimuovere le barriere commerciali con gli Usa. In un messaggio video, il presidente William Lai ha elencato cinque misure, tra cui l’istituzione di un team per i negoziati e l’acquisto di più beni americani per ridurre lo squilibrio commerciale, nel mezzo dei timori dell’opinione pubblica sulle potenziali ricadute economiche della stretta di Washington. Lai ha riconosciuto il “significativo impatto” della mossa del tycoon sull’economia, ma ha esortato a non farsi prendere dal panico in base ai “solidi fondamentali economici” di Taiwan. Ed a proposito di Oriente, il premier giapponese Shigeru Ishiba si recherà quanto prima negli Stati Uniti per discutere la delicata questione dei dazi imposti dal presidente americano Donald Trump, nel tentativo di attenuare il contraccolpo all’economia del Paese del Sol Levante, pesantemente orientata all’esportazione. “Dobbiamo sottolineare chiaramente che il Giappone non sta facendo nulla di ingiusto”, ha detto Ishiba durante una sessione parlamentare, definendo “estremamente spiacevole” l’imposizione delle tariffe del 24% da parte di Trump, in particolare sul comparto auto, un settore chiave per la nazione.
aggiornamento Dazi ore 12.01
