Nel sito ufficiale del Comune di MILANO si legge:”…Milano è una città internazionale, polo di scambi economici, finanziari e culturali; la città si distingue inoltre per la particolare spinta ai processi di innovazione.”.
Proprio a sostegno di questa “vocazione internazionale” della capitale lombarda, sempre sul sito meneghino, si legge:”… La sua popolazione residente è composta per quasi il 20% da cittadini provenienti da altri Paesi: sono infatti presenti oltre 300.000 cittadini di diversa nazionalità e oltre 500 associazioni che fanno riferimento a comunità straniere”.
A rafforzare questi concetti, nel Sito del Comune di MILANO, si sottolinea: ” Metropoli cosmopolita, Milano attua una strategia di collaborazione tra città, che si traduce in attività bilaterali – quali Patti di Gemellaggio, accordi di collaborazione (ad esempio quello con la Banca Mondiale), accordi di partenariato nel contesto di progetti di cooperazione – e attività multilaterali con la partecipazione a reti internazionali con città di tutto il mondo”.
“ Peccato che con tutte queste pre-condizioni, indubbiamente vantaggiose– ha detto Fabio DESIDERI, Segretario Politico Nazionale di PENSIERO POPOLARE ITALIANO – la situazione dell’internazionalizzazione d’impresa, a MILANO, evidenzi:
· critiche per la diminuita efficacia degli strumenti;
· complessità per la lentezza nell’adattamento ai rapidi cambiamenti geopolitici e di mercato;
· imprese, ed operatori di settore, con una diffusa percezione di un supporto insufficiente, o non finalizzato, rispetto alle reali esigenze delle aziende, specialmente delle PMI;
· difficoltà enormi a cogliere le opportunità di mercato a causa di: incertezza strategica, restrizioni burocratiche, mancanza di risorse umane specializzate.
tutte queste situazioni rendono il percorso di espansione internazionale complesso e rischioso”.
Il Sindaco di MILANO, Giuseppe SALA, nelle sue dichiarazioni pubbliche sul tema, ha sempre evidenziato che:” …la città di MILANO, sotto la sua guida:
· si è trasformata in vero e proprio hub globale;
· ha investito, e sta investendo, per affermarsi come centro di innovazione, tecnologia e opportunità, non solo in Italia ma in Europa e nel mondo”.
Inoltre, sempre in relazione all’internazionalizzazione, il Sindaco di MILANO, non perde occasione per sottolineare che:”…la sua Amministrazione ha lavorato e lavora per migliorare l’ambiente cittadino, per favorire gli investimenti, creando un contesto favorevole alle startup e attraendo talenti”, ed altresì – avvicinandosi le elezioni del 2027 – sempre più Giuseppe SALA ribadisce che:”…con il suo governo comunale ha portato Milano ad essere una delle città più competitive d’Europa”.
“ Peccato che a queste mere enunciazioni di principio, del leader del centrosinistra meneghino, – ha detto Fabio DESIDERI, Segretario Politico Nazionale di PENSIERO POPOLARE ITALIANO – facciano da “preoccupatissimo contraltare” la sintesi dei dati tecnici, reperibili in tutti i report del settore, che si possono sintetizzare in:
· Efficacia ridotta degli strumenti di ambito: le agevolazioni per l’internazionalizzazione, seppur esistenti, sono percepite come meno efficaci rispetto al passato, con un calo della loro influenza nelle scelte strategiche aziendali;
· Fattori geopolitici: le aziende, specialmente le PMI, faticano ad adattarsi ai cambiamenti geopolitici in atto, come la necessità di rivedere le destinazioni commerciali e gli approvvigionamenti per garantirne la sicurezza; in questo ambito il supporto del Comune di MILANO è praticamente inesistente;
· Cambiamenti tecnologici: L’evoluzione tecnologica richiede investimenti continui e competenze che non tutte le imprese sono in grado di acquisire rapidamente, limitando la loro capacità di espandersi all’estero, la filiera del sostegno pubblico utilizza strumenti non più efficaci rispetto alle richieste contingibili e urgenti del mercato globale;
· Mancanza di competenze: le imprese lamentano una carenza di competenze e risorse umane specializzate nel campo dell’internazionalizzazione, un ostacolo cruciale per il successo dei progetti, le iniziative amministrative per colmare questa lacuna sono di fatto non performanti rispetto alle esigenze reali ed alle richieste;
· Difficoltà di reperimento delle materie prime: l’accesso alle materie prime rappresenta una sfida significativa, costringendo spesso le aziende a rivedere i propri approvvigionamenti con criteri di sicurezza maggiori;
· Barriere burocratiche e fiscali: nonostante gli sforzi, persistono ostacoli burocratici e complessità fiscali nei diversi mercati esteri, che rallentano o impediscono l’avvio ed il consolidamento di attività internazionali.
Tutte condizioni queste che – come i dati economici e statistici di settore dimostrano inequivocabilmente ad una lettura puntuale ed approfondita – stanno portando, sempre di più, ad un rinvio degli investimenti a prescindere dalle dichiarazioni roboanti, e decontestualizzate, del Sindaco di MILANO, Giuseppe SALA” .
