Esteri

La Romania insiste con l’ultranazionalismo: alle Presidenziali-bis Simion al 40%, sarà ballottaggio

 

Il dato vero è che la Romania insiste: dopo che la Corte costituzionale aveva annullato il risultato del voto di novembre per interferenze russe nella campagna elettorale, al primo turno delle presidenziali-bis il candidato più votato è il nazionalista euroscettico George Simion (nella foto). Simion ha ottenuto circa (dati ancora parziali) il 40%, e il 18 maggio andrà al ballottaggio contro Nicusor Dan, l’attuale sindaco della capitale Bucarest che si è fermato al 20,8% superando anche Crin Antonescu, candidato europeista della larga coalizione al governo, con il 20,4%.
Simion sulla scia di Calin Georgescu, dunque. Il 38enne fondatore e leader dell’Alleanza per l’unità dei romeni (AUR), ha posizioni ultranazionaliste, contro gli immigrati, ed è favorevole all’unificazione tra Romania e Moldavia. Simion gode dell’appoggio “esterno” di Donald Trump, e il risultato non è affatto scontato: la Romania va in controtendenza rispetto al trend internazionale che vede gli “alleati” di Trump risentire delle intemperanze del Presidente americano. “The anti-Trump bump”, lo chiama il New York Times.

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