Con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti l’aula della Camera ha dato via libera alla questione di fiducia posta dal governo sul dl Bollette, ovvero sul disegno di legge di conversione del decreto recante misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche e di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico. Alla ripresa dei lavori si procederà con l’esame degli ordini del giorno presentanti al provvedimento, prima delle dichiarazioni di voto e della votazione finale sul testo.
Poi le reazioni immediatamente dopo il voto.
Dl Bollette: De Micheli (Pd), provvedimento inconcludente, governo confuso
“In questo momento di grande difficoltà del governo Meloni, ci sono due approcci possibili a questo decreto bollette: uno è l’esercizio dell’uso della polemica fine a sé stessa, l’altro l’esercizio della responsabilità dove l’esecutivo sonnecchia davanti al caro energia per le famiglie e le imprese italiane. Se il decreto era già debole e inefficace nella sua prima stesura, rimane incomprensibilmente inconcludente oggi nel testo su cui il governo pone la fiducia ammettendo la sua incapacità di dare risposte concrete sul costo dell’energia e la traumatica confusione tra ciò che dice e ciò che fa”. Lo dichiara la deputata Pd, Paola De Micheli, annunciando il voto contrario alla fiducia posta dal governo sul dl Bollette. “Il differenziale sul costo dell’energia tra l’Italia e i partner europei – sottolinea la parlamentare dem – porta a una minore competitività delle imprese italiane e a una riduzione traumatica del potere d’acquisto delle famiglie. Il governo non ha prodotto alcuna riforma strutturale per far fronte anche alle fasi di shock energetico ma ha semplicemente spostato risorse già esistenti e altri oneri nelle bollette, dimostrandosi subalterno ad altri interessi. La proroga voluta dall’esecutivo fino al 2038 per l’utilizzo del carbone dimostra, ancora una volta in più, l’assenza di pensare al futuro sapendo poi, che tale uso non ridurrà i costi dell’energia. Un governo che vive completamente fuori dalla realtà che vivono i cittadini italiani e che è cieco davanti alle strade alternative per avviare un nuovo piano industriale dell’energia”, conclude De Micheli.
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