Il testo del Decreto sicurezza che non ha ancora trovato una quadra, dopo i rilievi del Quirinale, fa venire i mal di pancia anche a docent universitari ed avvocati, Ecco due prese di posizione significative
Dl Sicurezza, Azzariti (La Sapienza): “Tracce di grave degenerazione del processo legislativo”
“La vicenda degli incentivi incostituzionali agli avvocati e l’imbarazzante evoluzione che la partita ha avuto in Parlamento promette di restare negli annali. A me pare ci siano tracce di una degenerazione del processo legislativo, senza precedenti”. È quanto afferma il costituzionalista e professore ordinario alla Sapienza Gaetano Azzariti, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, commentando la norma che prevede un incentivo da 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nei rispettivi Paesi d’origine. La norma, secondo Azzariti, “non solo legittima, ma paga con compenso in denaro la condotta di infedele patrocinio del legale. L’articolo 30 bis, in sostanza, stabilisce la connessione tra gli incentivi e l’esito fissato, cioè il rimpatrio, dell’assistenza del difensore: e questo è in palese contrasto con i principi della Costituzione”. “Il merito e anche il metodo si pongono davvero fuori da ogni ragionevole confronto politico su temi così delicati, oltre che fuori dal diritto”, aggiunge il costituzionalista, “e questo svilimento grave si accompagna ad un uso assai disinvolto dei decreti legge, ormai impiegati come ‘tappabuchi'”.
Dl Sicurezza, Greco (Cnf): “Incentivo ad avvocati non tecnicamente possibile”
Il passaggio del Dl Sicurezza che prevede incentivi per i legali ma solo se il migrante accetta il rimpatrio “non è tecnicamente possibile. Nei miei compiti c’è la valutazione di applicabilità della norma al ruolo e alle attività dell’avvocato. E i difensori non possono ricevere compensi subordinati a uno specifico esito della loro attività”. Lo afferma Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, in un’intervista al quotidiano La Repubblica. Sul nuovo decreto promosso dal governo per aggiustare la norma “sembra che sarà rimosso ogni legame tra l’esercizio dell’attività di difesa svolta dall’avvocato e l’esito della sua assistenza. Ecco, se cade quel nodo del ‘risultato’, allora viene superata la possibilità, del tutto incostituzionale, del condizionamento”, spiega Greco. Mentre sul fatto che nel dl Sicurezza venga eliminato il gratuito patrocinio, costringendo i migranti, solitamente in fuga e nullatenenti, a produrre documentazione sui propri redditi, il presidente del Cfn commenta: “Forse è una previsione che dovrebbe essere riconsiderata”.
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