di Andrea Maldi
Il “border czar” Tom Homan ha annunciato che prossimamente verranno ritirati 700 agenti Ice dal Minnesota, lasciandone sul territorio circa 2000.
“ La decisione procede in continuità con i progressi significativi nella collaborazione tra ufficiali pubblici e federali, e un grande numero di distretti sta cooperando con l’amministrazione centrale per inviare il trasferimento di immigrati dai penitenziari agli agenti della polizia federale. Vogliamo rendere la nostra operazione più efficiente e intelligente. Non ci stiamo arrendendo. Non lascerò l’incarico fino a quando la vicenda sarà conclusa. D’ora in poi l’Ice condurrà operazioni mirate di contrasto all’immigrazione. L’Ice guiderà queste operazioni e le indagini sulle organizzazioni criminali transnazionali con particolare attenzione alla sicurezza nazionale e pubblica. Voglio essere chiaro, solo perché si dà la priorità alle minacce alla sicurezza pubblica non significa che ci si dimentichi di tutti gli altri. Continueremo a far rispettare le leggi sull’immigrazione”, ha dichiarato Homan durante la conferenza stampa.
Thomas Douglas Homan, rinominato dal Tycoon lo “zar dei confini”, a fine gennaio è stato nominato supervisore dell’Ice dallo stesso Trump. Il suo incarico viene subito dopo le morti di Renée Nicole Good, uccisa il 7 gennaio scorso dagli agenti Ice mentre era a bordo della sua autovettura, e Alex Jeffrey Pretti freddato il 24 gennaio mentre prendeva parte alle contestazioni contro l’operazione anti-immigrazione dell’Ice.
Homan è diventato fortemente dibattuto durante il primo mandato di Donald Trump nel 2017, quando fu responsabile della separazione di 4000 bambini dalle loro famiglie immigrate irregolari nel territorio degli Stati Uniti, da quel momento è considerato l’osso duro della lotta all’immigrazione irregolare, guidando un piano di espulsioni collettive di circa 11 milioni di clandestini, iniziando da quelli considerati un rischio per l’incolumità pubblica. I primi blitz dell’Ice si sono focalizzati sui luoghi di lavoro.
La sua missione nello stato del Minnesota, in un quadro segnato da fortissime contestazioni, sottolinea la politica di intransigenza dell’amministrazione Trump sull’immigrazione irregolare, affidandosi a una delle sue personalità più rigorose.
“Non è stato coinvolto in quell’area, ma la conosce e gli piacciono molte persone lì. Tom è duro ma giusto e riferirà direttamente a me. Inoltre coordinerà le indagini sulla massiccia e diffusa frode che ha portato al furto di miliardi di dollari dei contribuenti ai danni di cittadini rispettosi della legge in Minnesota”, ha affermato Donald Trump dopo l’aumento dei conflitti nella città di Minneapolis.
Nella foto una recente manifestazione di protesta contro Ice negli Stati Uniti
