La resilienza di Donald Trumpnel GOP(Grand Old Party) lo sta avviando verso la rinomina alle primarie presidenziali del partito Repubblicano.
Il vantaggio di Trump alle primarie repubblicane è enorme e dura da un anno. Il governatore della Florida Ron DeSantische avrebbe dovuto sfidarlo , è stato un governatore di successo nel suo stato e le sue posizioni politiche sono in linea con quelle degli elettori più accaniti di Trump. Eppure ha fallito.
E nessuno degli altri sfidanti di Trump ha minimamente fatto breccia contro di lui, talmente fiducioso nella sua vittoria, che ha saltato i dibattiti principali del GOP ed è ampiamente visto più come una figura più di culto che come un politico.
Anche le possibilità di vittoria di Trump su Biden sono buone. Fatto sorprendente se si considera che Trump è stato incriminato più e più volte quest’anno da vari tribunali; che una lunga storia di comportamento criminale sin da quando era unmagnate immobiliare e proprietario di casinò. Senza contare che ha facilitato un semi-colpodi stato contro il governo degli Stati Uniti il 6 gennaio 2021.
Al contrario, Biden è un manager decente che ha guidato il paese abbastanza bene attraverso difficili crisi estere e in un’economia eccellente. Eppure la gara è al 50/50 per i sondaggi più ottimisti.
Certamente il partito repubblicano è cambiato radicalmente in un breve periodo “trumpizzandosi”con un uomo di 77 anni che lascerà comunque una traccia duratura sul partito, anche dovesse perdere.
Nel caso vincesse non ha un successore . I suoi figli non hanno il suo carisma, né hanno mai vinto una corsa elettorale. E ci sono certamente molti repubblicani reaganiani, neoconservatori, repubblicani moderati e altri elementi repubblicani anti-Trump che si aggirano, ma non hanno trovato il loto campione.
Inoltre la maggior parte dei repubblicani anti-Trump sono anziani come i senatori Mitch McConnell o Mitt Romneye rappresentano il passato, ormai sostituiti dalle figure di “MAGA” (Make America Great Again)allineate con The Donald.
Il TrumpGOP differisce dal tradizionale partito repubblicano su due assi principali: economia e politica estera. Il presidente repubblicano Ronald Reagan ha riuscì a fondere il conservatorismo sociale, la politica estera aggressiva ed l’economia ultraliberista.
il trumpismo invece è più populista, statalista e interventista promuove il protezionismo, ma punta su infrastrutture e spesa pubblica, tanto che il deficit di bilancio è esploso durante la sua presidenza, ma ha approvato un taglio fiscale per la fascia di reddito alta, secondo la vecchia ricetta repubblicana.
Il futuro del GOP in economia sarà una lotta tra il vecchio e il nuovo. Un conservatorismo trumpista che spende molto è insostenibile se si mantiene l’impegno reaganiano nei confronti dei tagli fiscali.
Ma il cambiamento più sorprendente ha riguardato la politicaestera di cui gli elettori americani, in genere, non si preoccupano molto anche se volevano che gli USA si levassero dai vari pantani delle guerre al terrorismo.
Trump ha criticato la guerra in Iraq e i repubblicani suoi seguaci hanno ampliato il discorso con una critica totale agli interventi internazionali degli Stati Uniti. La reticenza del GOP ad aiutare l’Ucraina rappresenta un notevole cambiamento di rotta, poiché spiazza gli alleati di lunga data in Europa e Asia.
Dopo 50 anni i Repubblicani sono un vero partito isolazionista che solo Roosveltiniziò a sconfiggere intervenendo nella seconda guerra mondiale.
Trump e politici trumpisti come Vance stanno spingendo il GOP sempre più a destra aumentando la polarizzazione fra i partiti. Biden è un democratico centrista e tecnocratico e nel suo appello del 2020 aveva promesso molto meno dramma e caos rispetto al suo predecessore.
Ma la sua ritirata dall’Afghanistan ed i successivi interventi in Ucraina e oggi in Israele, senza contare un certo espansionismo ad esempio in Georgia, Armenia e Kazakistan, debbono fare i conti con un elettorato che solo ora è in procinto di uscire dall’inflazione e che guarda più ai propri interessi che a quello globale delle democrazie occidentali.
GiElle
