Politica

Donzelli a L’Aria che tira sulla giornalista di Fanpage infiltrata in Gioventù Nazionale: “Infamia è tradire gli amici”

 

L’inchiesta di Fanpage dal titolo Gioventù Meloniana continua a far scalpore. Giovanni Donzelli di Forza d’Italia, nelle ultime ore, ha condannato i comportamenti mostrati nei video dicendo: “Ribadiamo: nessuno spazio in Fratelli d’Italia per razzisti, estremisti e antisemiti. Sono inaccettabili, nonostante le modalità con cui sono state carpite e divulgate, le frasi che si sentono in filmati diffusi che riprendono militanti del nostro partito usare un linguaggio incompatibile con i valori di riferimento del nostro movimento politico”.  Ha, poi, espresso vicinanza alla senatrice ebrea Ester Mieli (citata in uno dei servizi in riferimento a commenti antisemiti): “Solidarietà alla senatrice Ester Mieli per gli insulti che le vengono rivolti. Fratelli d’Italia interverrà con grande fermezza nei confronti dei responsabili”.  Il deputato, però, è finito nel mirino dei social per un’intervista a L’Aria che tira: “Quei video- spiega- sono sufficienti per ricordare che esistono dei limiti per quello che viene definito giornalismo. Da questa cosiddetta inchiesta emergono dei fatti sui quali faremo le nostre riflessioni e prenderemo le nostre decisioni. Ricordo, però, che si parla di persone che non hanno né ruoli di partito né ruoli istituzionali, ma si tratta di ragazzini per buona parte minorenni e che il partito ha il compito di formare, crescere e selezionare. È chiaro che faremo le nostre scelte in base a come si comportano”. Il passaggio più criticato viene dopo, quando Donzelli fa un riferimento implicito alla giornalista infiltrata in Gioventù Nazionale: “A questi ragazzi qualcuno ha insegnato che, a 18/20 anni, in nome della carriera personale si può tradire amici, quelli con i quali si dorme insieme, mentire a quelli con i quali si prende una birra, quelli con i quali condividiamo valori e ideali. In nome della carriera si può tradire, mentire e a quello che si definisce amico si può tradire. Questo è l’insegnamento principale che è andato. Questa è infamia”.

aggiornamento crisi giovani Fdi ore 15.11

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Papa Leone: “L’informazione è un bene pubblico, la fiducia si conquista con trasparenza e qualità” Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, il Pontefice torna sui rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nel giornalismo e ammonisce: «Non permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai valori professionali, volti alla ricerca della verità». Meno clickbait e più qualità: è l’appello di Papa Leone al mondo dell’informazione. Le imprese dei media e della comunicazione non possono «permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’IA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone». Così come, d’altro canto, «va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto». Nel Messaggio per la 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, Papa Leone sottolinea che «l’informazione è un bene pubblico» e «un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità». Per il Pontefice, inoltre, «non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi – evidenzia – ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri». Di più: «Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», rimarca Prevost, per il quale «la sfida, pertanto, non è tecnologica, ma antropologica». Quanto più nello specifico ai temi del giornalismo, il Papa mette poi in guardia dalla mancata accuratezza. «Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie ‘allucinazioni’. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire – afferma Leone XIV – un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza». Nel Messaggio dedicato al tema ‘Custodire voci e volti umani’, Papa Leone invita ancora a «non rinunciare al proprio pensiero» critico, a non abdicare alle nostre capacità cognitive, emotive e comunicative «accontentandoci di una compilazione statistica artificiale» della realtà. Consapevole che «la tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società», il Pontefice invita quindi a «una possibile alleanza» fondata su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione», ribadendo, infine, l’importanza dell’alfabetizzazione «ai media, all’informazione e all’IA» che «aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi». Come conclude Prevost, «abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica».

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