Politica

Papa Leone: “L’informazione è un bene pubblico, la fiducia si conquista con trasparenza e qualità” Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, il Pontefice torna sui rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nel giornalismo e ammonisce: «Non permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai valori professionali, volti alla ricerca della verità». Meno clickbait e più qualità: è l’appello di Papa Leone al mondo dell’informazione. Le imprese dei media e della comunicazione non possono «permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’IA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone». Così come, d’altro canto, «va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto». Nel Messaggio per la 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, Papa Leone sottolinea che «l’informazione è un bene pubblico» e «un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità». Per il Pontefice, inoltre, «non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi – evidenzia – ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri». Di più: «Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», rimarca Prevost, per il quale «la sfida, pertanto, non è tecnologica, ma antropologica». Quanto più nello specifico ai temi del giornalismo, il Papa mette poi in guardia dalla mancata accuratezza. «Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie ‘allucinazioni’. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire – afferma Leone XIV – un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza». Nel Messaggio dedicato al tema ‘Custodire voci e volti umani’, Papa Leone invita ancora a «non rinunciare al proprio pensiero» critico, a non abdicare alle nostre capacità cognitive, emotive e comunicative «accontentandoci di una compilazione statistica artificiale» della realtà. Consapevole che «la tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società», il Pontefice invita quindi a «una possibile alleanza» fondata su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione», ribadendo, infine, l’importanza dell’alfabetizzazione «ai media, all’informazione e all’IA» che «aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi». Come conclude Prevost, «abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica».

Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, il Pontefice torna sui rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nel giornalismo e ammonisce: «Non permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai valori professionali, volti alla ricerca della verità».

 

Meno clickbait e più qualità: è l’appello di Papa Leone al mondo dell’informazione. Le imprese dei media e della comunicazione non possono «permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’IA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone». Così come, d’altro canto, «va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto».

Nel Messaggio per la 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, Papa Leone sottolinea che «l’informazione è un bene pubblico» e «un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità».

Per il Pontefice, inoltre, «non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi – evidenzia – ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri». Di più: «Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», rimarca Prevost, per il quale «la sfida, pertanto, non è tecnologica, ma antropologica».

Quanto più nello specifico ai temi del giornalismo, il Papa mette poi in guardia dalla mancata accuratezza. «Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie ‘allucinazioni’. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire – afferma Leone XIV – un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza».

Nel Messaggio dedicato al tema ‘Custodire voci e volti umani’, Papa Leone invita ancora a «non rinunciare al proprio pensiero» critico, a non abdicare alle nostre capacità cognitive, emotive e comunicative «accontentandoci di una compilazione statistica artificiale» della realtà. Consapevole che «la tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società», il Pontefice invita quindi a «una possibile alleanza» fondata su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione», ribadendo, infine, l’importanza dell’alfabetizzazione «ai media, all’informazione e all’IA» che «aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi».

Come conclude Prevost, «abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica».

 

Nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, il Pontefice torna sui rischi legati all’impiego dell’intelligenza artificiale nel giornalismo e ammonisce: «Non permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai valori professionali, volti alla ricerca della verità».

 

Meno clickbait e più qualità: è l’appello di Papa Leone al mondo dell’informazione. Le imprese dei media e della comunicazione non possono «permettere che algoritmi orientati a vincere a ogni costo la battaglia per qualche secondo di attenzione in più prevalgano sulla fedeltà ai loro valori professionali, volti alla ricerca della verità. La fiducia del pubblico si conquista con l’accuratezza, con la trasparenza, non con la rincorsa a un coinvolgimento qualsiasi. I contenuti generati o manipolati dall’IA vanno segnalati e distinti in modo chiaro dai contenuti creati dalle persone». Così come, d’altro canto, «va tutelata la paternità e la proprietà sovrana dell’operato dei giornalisti e degli altri creatori di contenuto».

Nel Messaggio per la 60ª Giornata delle Comunicazioni Sociali, diffuso sabato 24 gennaio 2026, ricorrenza di San Francesco di Sales, Papa Leone sottolinea che «l’informazione è un bene pubblico» e «un servizio pubblico costruttivo e significativo non si basa sull’opacità, ma sulla trasparenza delle fonti, sull’inclusione dei soggetti coinvolti e su uno standard elevato di qualità».

Per il Pontefice, inoltre, «non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo. Ciascuno di noi – evidenzia – ha una vocazione insostituibile e inimitabile che emerge dalla vita e che si manifesta proprio nella comunicazione con gli altri». Di più: «Simulando voci e volti umani, sapienza e conoscenza, consapevolezza e responsabilità, empatia e amicizia, i sistemi conosciuti come intelligenza artificiale non solo interferiscono negli ecosistemi informativi, ma invadono anche il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», rimarca Prevost, per il quale «la sfida, pertanto, non è tecnologica, ma antropologica».

Quanto più nello specifico ai temi del giornalismo, il Papa mette poi in guardia dalla mancata accuratezza. «Sistemi che spacciano una probabilità statistica per conoscenza stanno in realtà offrendoci al massimo delle approssimazioni alla verità, che a volte sono vere e proprie ‘allucinazioni’. Una mancata verifica delle fonti, insieme alla crisi del giornalismo sul campo che comporta un continuo lavoro di raccolta e verifica di informazioni svolte nei luoghi dove gli eventi accadono, può favorire – afferma Leone XIV – un terreno ancora più fertile per la disinformazione, provocando un crescente senso di sfiducia, smarrimento e insicurezza».

Nel Messaggio dedicato al tema ‘Custodire voci e volti umani’, Papa Leone invita ancora a «non rinunciare al proprio pensiero» critico, a non abdicare alle nostre capacità cognitive, emotive e comunicative «accontentandoci di una compilazione statistica artificiale» della realtà. Consapevole che «la tecnologia che sfrutta il nostro bisogno di relazione può non solo avere conseguenze dolorose sul destino dei singoli, ma può anche ledere il tessuto sociale, culturale e politico delle società», il Pontefice invita quindi a «una possibile alleanza» fondata su tre pilastri: responsabilità, cooperazione e educazione», ribadendo, infine, l’importanza dell’alfabetizzazione «ai media, all’informazione e all’IA» che «aiuterà tutti a non adeguarsi alla deriva antropomorfizzante di questi sistemi».

Come conclude Prevost, «abbiamo bisogno che il volto e la voce tornino a dire la persona. Abbiamo bisogno di custodire il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica».

Related posts

Terzo Polo, Calenda scarica Renzi anche alle elezioni europee: “Andremo da soli”

Redazione Ore 12

Presidenze di Senato e Camera: la maggioranza divisa viene aiutata dall’opposizione

Redazione Ore 12

Governo Meloni, nominati i viceministri e i sottosegretari: ecco chi sono Via libera del Consiglio dei ministri alla lista dei viceministri e sottosegretari: sono 8 i primi e 31 i secondi. “Il giuramento dei sottosegretari dovrebbe svolgersi nella giornata del due novembre, devono subito essere operativi” ha detto Giorgia Meloni, in conferenza stampa. I VICEMINISTRI – ESTERI Edmondo Cirielli (Fdi) – GIUSTIZIA Francesco Paolo Sisto (Fi) – MEF Maurizio Leo (Fdi) MISE Valentino Valentini (Fi) – AMBIENTE Vannia Gava (Lega) – INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Edoardo Rixi (Lega) Galeazzo Bignami (Fdi) – LAVORO E POLITICHE SOCIALI Maria Teresa Bellucci (Fdi) I 31 SOTTOSEGRETARI – ESTERI Giorgio Silli Maria Tripodi – INTERNI Emanuele Prisco Wanda Ferro Nicola Molteni – GIUSTIZIA Andrea Delmastro Delle Vedove Andrea Ostellari – DIFESA Isabella Rauti Matteo Perego – ECONOMIA Lucia Albano Federico Freni Sandra Savino – MISE Fausta Bergamotto Massimo Bitonci – AMBIENTE Claudio Barbaro – AGRICOLTURA Patrizio La Pietra Luigi D’Eramo – INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Tullio Ferrante – LAVORO Claudio Durigon – ISTRUZIONE Paola Frassinetti – UNIVERSITÀ E RICERCA Augusta Montaruli – CULTURA Gianmarco Mazzi Lucia Borgonzoni Vittorio Sgarbi – SALUTE Marcello Gemmato – RAPPORTI CON IL PARLAMENTO Giuseppina Castiello Matilde Siracusano – SOTTOSEGRETARI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Alessio Butti (Innovazione) Giovanbattista Fazzolari (Attuazione del programma) Alberto Barachini (Editoria) Alessandro Morelli (Cipe)

Redazione Ore 12