(Red) Letta, non ritira la sua proposta sulla cosidetta dote da mettere da parte dei giovani, tassando i patrimoni più ingenti e la rlancia ancora una volta: “Si’. E’ il tempo di pensare ai giovani. E chi è più ricco ci pensi di più. Non mi pare un’eresia. Ne’ una cosa così rivoluzionaria. Mi pare solo buon senso”. Nel dettaglio la proposta di Letta si manifesterebbe, se realizzata in questo modo: La dote viene data sulla base dell’Isee famigliare e toccherebbe a chi oggi ha tra i 13 e i 17 anni, quella che lo stesso Letta ha definito “generazione Covid”. Il ‘gruzzolo’, però, dovrà essere speso per motivi specifici: formazione e istruzione; lavoro e piccola imprenditoria; casa e alloggio. Alla base di questo intervento redistributivo è prevista, appunto, una revisione in senso progressivo delle aliquote su successioni e donazioni superiori a 5 milioni, l’1% degli italiani. Una sorta di allineamento di questi parametri fiscali italiani a quelli Europei. Oggi, infatti, dalle tasse di successione l’Italia incassa circa 800 milioni contro i 6 miliardi della Gran Bretagna, i 7 miliardi della Germania e i 14 miliardi della Francia.
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