Politica

Emergenza lavoro, Spadoni (M5S): “Serve governo stabile per risolvere i problemi del Paese”

L’emergenza lavoro sembra essere passata in secondo piano nelle ultime settimane segnate da uno stallo politico alieno rispetto ai problemi reali del Paese. A lanciare l’allarme occupazione é stata oggi la vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni. “Mentre una crisi di Governo inspiegabile e paradossale per la maggior parte dei cittadini si sta consumando – sottolinea la deputata del Movimento 5 Stelle – ci sono ben altri problemi che attanagliano la nostra popolazione e ai quali dobbiamo dare risposte e soluzioni concrete.  La pandemia non solo ha provocato un crollo di occupazione ma ha seriamente aggravato gli squilibri di genere”. I dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, del resto, sono allarmanti. “L’Istat – spiega l’onorevole Spadoni – ha recentemente pubblicato i dati aggiornati sulla situazione occupazionale, dati agghiaccianti che ci dicono che la crisi economica e lavorativa scatenata dal coronavirus sta colpendo duramente le donne. Secondo l’Istat, a Dicembre 2020 gli occupati sono diminuiti di 101.000 unità di cui 99.000 sono donne. Parliamo quindi del 98% dei licenziamenti”.  Ad esser penalizzate maggiormente dalla crisi, dunque, sono le lavoratrici. “Per di più nei dodici mesi del 2020 – precisa la vicepresidente della Camera – il saldo negativo è di 444.000 unità di cui 312.000 donne (3 lavoratori su 4), perché purtroppo ad essere colpiti sono stati settori ad altissima intensità di occupazione femminile, come sanità e assistenza, ma anche turismo e cultura. Possiamo parlare di una vera e propria Shecession, perché a pagare questa crisi pesantissima sono state evidentemente le donne”. La deputata del Movimento 5 Stelle chiede un impegno forte sul tema occupazione per evitare il peggio. “Bisogna assolutamente invertire la rotta – sostiene la Spadoni – poiché questo crollo potrebbe prolungarsi anche in futuro. Abbiamo bisogno di un Governo forte e stabile per risolvere le problematiche che preoccupano la nostra società. È necessario prolungare il blocco dei licenziamenti, accelerare sul recovery plan ma soprattutto dare uno slancio alla parità di genere investendo nell’occupazione femminile. Se l’Italia raggiungesse il 60% di occupazione femminile, il Pil aumenterebbe del 7%. È bene quindi sottolineare che le donne rappresentano la metà del paese e fanno bene alla crescita.  

Ricordo inoltre che a Bruxelles è passato il principio che la questione valutazione di impatto di genere debba essere trasversale e onnipresente nell’aggiustamento delle politiche a favore delle donne. Senza un piano di investimenti sull’occupazione femminile l’intero Paese rischia di non ripartire. Bisogna fare un salto di qualità attraverso un Governo saldo e compatto – conclude la parlamentare del M5S – capace di far ripartire il Paese”. 

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