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Emissions Gap Report 2025: superamento di 1,5 °C è inevitabile

di Gino Piacentini

Il nuovo Emissions Gap Report 2025 del Programma Ambiente delle Nazioni Unite lancia un avvertimento inequivocabile: gli impegni climatici finora presentati ridurranno solo marginalmente il riscaldamento globale, lasciando il pianeta su una traiettoria pericolosa. Secondo il rapporto, anche se tutti i Paesi rispettassero integralmente i loro NDC (Nationally Determined Contributions), la temperatura media entro il 2100 aumenterebbe comunque di 2,3-2,5 °C; con le politiche attuali si arriverebbe a 2,8 °C. Un lieve miglioramento rispetto all’anno scorso, destinato però a svanire in seguito all’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi.

Il Segretario Generale dell’ONU António Guterres avverte che il superamento temporaneo dei 1,5 °C è ormai inevitabile e potrebbe verificarsi già nei primi anni ’30, ma insiste sul fatto che l’obiettivo resta raggiungibile se i governi accelereranno in modo deciso. A oggi, però, solo 60 Parti dell’Accordo – responsabili del 63% delle emissioni – hanno presentato nuovi impegni con orizzonte 2035, e molti Stati non sono nemmeno sulla buona strada per rispettare gli obiettivi fissati per il 2030.

Il rapporto stima che, anche con la piena attuazione degli attuali NDC, le emissioni calerebbero solo del 15% entro il 2035 rispetto ai livelli del 2019, lontano dal -35% necessario per restare sotto i 2 °C e dal -55% richiesto per continuare a puntare ai 1,5 °C. Un possibile scenario di mitigazione rapida, avviato già nel 2025, limiterebbe il superamento della soglia a circa 0,3 °C, ma richiederebbe un taglio immediato e drastico delle emissioni globali nel prossimo decennio.

La tecnologia, osserva l’UNEP, non è il problema: eolico e solare crescono rapidamente e i costi diminuiscono. A mancare è la volontà politica, aggravata da un contesto geopolitico instabile e da insufficienti risorse finanziarie a sostegno dei Paesi più vulnerabili. Un ruolo decisivo spetta al G20, responsabile del 77% delle emissioni globali ma ancora fuori rotta rispetto agli impegni assunti.

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