Rinnovabili e Transizione 5.0. Questi alcuni dei punti al centro dell’incontro tra il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso e Vincenzo de Martino e Marco Vecchio, rispettivamente presidente e vice direttore generale, di Federazione Anie(che Confindustria rappresenta le imprese elettroniche ed elettrotecniche in Italia). Nel corso dell’incontro – viene spiegato – sono stati affrontati i principali dossier legati alla competitività del sistema industriale italiano ed europeo, con particolare attenzione alla transizione energetica e al rafforzamento della capacità produttiva del settore di competenza di Anie. In questo contesto Urso ha condiviso alcuni aggiornamenti rispetto al percorso necessario ad accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili, attraverso una semplificazione delle procedure autorizzative, l’alleggerimento degli adempimenti amministrativi e lo sblocco delle concessioni, con l’obiettivo di favorire investimenti e aumentare la capacità produttiva del Paese. Inoltre particolare attenzione è stata dedicata al tema dello smaltimento dei rifiuti industriali e alla necessità di rafforzare gli strumenti a supporto dell’economia circolare e della sostenibilità dei processi produttivi. Nel quadro delle misure per la transizione energetica – si fa presente – riguardo al nuovo Piano Transizione 5.0 – che prevede 10 miliardi di euro da qui a settembre 2028 per accompagnare le imprese nella transizione digitale e in quella energetica – Anie ha auspicato l’estensione del requisito del ‘Made in Europe’, attualmente previsto per i soli moduli e celle fotovoltaiche prodotti nell’Unione europea, anche ai sistemi di accumulo e agli inverter. A questo proposito la Federazione ha evidenziato l’opportunità di aprire un’apposita sezione del registro Enea per qualificare i produttori europei di tali tecnologie. Sul fronte europeo Anie ha espresso apprezzamento per il sostegno italiano alla proposta della commissione Europea relativa all’Industrial accelerator act, ritenuta strategica per rafforzare l’autonomia industriale del continente e valorizzare le produzioni manifatturiere. Infine sono stati affrontati anche i temi relativi al futuro del Chips act 2.0 e agli Ipcei, strumenti considerati fondamentali per sostenere gli investimenti nelle tecnologie avanzate, nell’innovazione e nelle filiere industriali ad alto valore aggiunto.
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