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Entrate tributarie internazionali. Primo trimestre con Italia al top

 

Un inizio d’anno in crescita per le entrate tributarie di cinque dei sette Paesi oggetto di analisi: Italia, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda e Germania nel primo trimestre del 2024 registrano un aumento rispetto alla stessa finestra temporale dell’anno precedente. Evidenziano un calo, invece, Francia e Portogallo. È il dato principale che emerge dal Bollettino delle Entrate tributarie internazionali pubblicato ieri dal Dipartimento delle finanze del Mef. Il report confronta l’andamento del gettito nei primi tre mesi di quest’anno con quello dello stesso periodo del 2023.

Italia, Spagna e Gran Bretagna sul podio
A determinare la crescita del 10,3% del gettito in Italia è l’aumento sia delle imposte dirette (+16,1%), sia di quelle indirette (+3,0%). A crescere, in particolare, sono le entrate provenienti dall’imposta sul reddito delle società con +30,5% e dall’imposta sulle persone fisiche con +11,8%. Tra le imposte indirette, ad aumentare maggiormente è il gettito dell’accisa sugli oli minerali con il +6,9%, ma anche le altre registrano una crescita. Unico segno negativo, quello legato al gettito dell’accisa sull’energia elettrica con -19,4%.

A trainare la crescita complessiva delle entrate in Spagna, invece, che è pari a un +7,5%, è soprattutto l’incasso dalle imposte dirette (+10,8%) dovuta all’incremento dell’8,3% di quella sulle persone fisiche. Sul fronte dell’imposizione indiretta, spicca l’imposta speciale sul tabacco con il +6,6% anche se registrano un segno positivo pure tutti gli altri principali tributi, a parte l’imposta sull’energia elettrica che rimane stabile.

In Gran Bretagna il tasso di crescita del 6,2% è determinato da un aumento sul fronte delle imposte dirette con +7,8%, seguito dalle imposte indirette con +3,9% e dall’Iva con +3,8%.

Germania e Irlanda
In Germania si registra una crescita (al netto delle imposte locali) dell’1,6%. Per quanto riguarda le imposte dirette, sale l’imposta sui salari con +2,6%, ma diminuisce quella sul reddito delle società (-5,2%). Tra le imposte indirette, in aumento in particolare il gettito dell’imposta sulle assicurazioni con +8,1%, mentre rimane sostanzialmente stabile il gettito dell’Iva (+0,1%).

In Irlanda la crescita dell’1,8% è dovuta principalmente all’aumento degli incassi dall’imposta sui redditi delle persone fisiche (+7,6%), mentre decresce l’imposta societaria con un –24,9%. Sul fronte delle imposte indirette, in aumento, in particolare, il gettito dalle accise (+14,5%).

Flessione per Francia e Portogallo
In Francia le entrate segnano una flessione dell’1,6% rispetto al primo trimestre del 2023. In particolare, evidenziano una forte diminuzione le imposte indirette come l’Iva con un -5% e l’imposta sui prodotti energetici (-9,9%), tra quelle dirette è negativa l’imposta sui redditi da lavoro (-0,3), mentre aumenta quella sulle società con +2,3%.

In Portogallo il gettito presenta un calo dello 0,9% a causa soprattutto della diminuzione del 6,2% dell’Iva dovuta alla modifica dei termini di pagamento dei piani di rateizzazione e all’aumento dei rimborsi. Le imposte dirette sui redditi, invece, crescono entrambe, per le persone segnando un aumento del 3,1% e per le società con un + 6,0%.  Diminuiscono, oltre l’Iva, anche altre due imposte indirette come le accise sul tabacco con -12,8% e quella sui veicoli con -5,5%, mentre sono in crescita l’imposta sull’alcool (+14,4%), le accise sul petrolio e l’energia (+13,2%) e l’imposta di bollo (+6,2%).

Il gettito Iva, in vetta Spagna e Irlanda
L’aumento del riscosso dall’Imposta sul valore aggiunto si registra in modo significativo in Spagna e Irlanda (+5,4%), seguite da Italia con un +4,7% e Gran Bretagna con un +3,8%. In Germania l’incasso rimane stabile con un incremento dello 0,1%, mentre diminuisce, in analogia con la decrescita del gettito complessivo delle entrate, in Francia con un -5,0% e in Portogallo con una contrazione del 6,2%. Ad avere una crescita con un andamento più netto rispetto a quello medio del 2023 è l’Italia, mentre il tasso di crescita di Gran Bretagna e Germania ha subito un rallentamento rispetto a quello dell’anno scorso.

Fonte Agenzia delle Entrate-Mef

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