Cronaca

Etna: il crollo della parete del cratere, scatena una nube alta chilometri e turisti in fuga

Esplosioni stromboliane sull’Etna, accompagnate da attività eruttiva.

L’intensità delle esplosioni è crescente e quasi continua, secondo quanto rileva l’Osservatorio etneo dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Nelle ultime ore è stata segnalata la ricaduta di poca cenere fine nella zona di Piano Vetore. “L’attività alimenta un piccolo trabocco lavico dal bordo meridionale del cratere di Sud-Est e una modesta colata lavica in direzione della Valle del Bove”, spiegano gli esperti Ingv. Il modello previsionale indica che una nube eruttiva prodotta dall’attività in corso si disperderebbe in direzione ovest-sud-ovest. Dal punto di vista sismico i valori dell’ampiezza del tremore “sono attualmente elevati con tendenza ad ulteriore aumento”. L’Ingv parla di “un flusso piroclastico probabilmente prodotto dal collasso di materiale dal fianco settentrionale del Cratere di Sud-Est”. Da osservazioni preliminari, il materiale piroclastico caldo “non sembra aver oltrepassato l’orlo della Valle del Leone”. Contestualmente, l’attività esplosiva dal Cratere di Sud-Est è passata a fontana di lava. “Per la frequenza di questi fenomeni di flusssi piroclastici violenti che raggiungono grandi distanze, abbiamo imposto, con Ingv, l’interdizione delle aree sommitali nelle fasi di allarme e preallarme in caso di attività parossistica in corso, fasi F1 e F2, del Sistema di allerta ETNAS di Ingv – dice il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina -. Un ottimo sistema di previsione che ci consente di dare l’allarme ore e minuti prima degli eventi”.

SCHIFANI: AL MOMENTO NESSUN PERICOLO

“Sto seguendo con la massima attenzione, tramite il capo della nostra Protezione civile, l’evolversi della situazione sull’Etna. Il direttore Cocina è in costante collegamento, fin dalle prime ore di questa mattina, con il prefetto di Catania e con i vertici dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia etneo. Il collasso parziale del cratere di Sud-Est, che ha generato un’imponente nube eruttiva alta diversi chilometri e un flusso piroclastico, rappresenta un fenomeno che seguiamo con estrema cautela. Al momento, dai primi rilievi, il materiale non avrebbe superato l’orlo della Valle del Leone e, come mi assicurano, non ci sono pericoli per la popolazione”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Desidero ringraziare – prosegue – gli operatori della Protezione civile, le autorità locali e gli esperti dell’Ingv per l’immediata attivazione dei protocolli di monitoraggio e sicurezza. La Regione è pronta a intervenire, se necessario, con ogni mezzo a tutela della popolazione e del territorio”. Il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, raccomanda la massima precauzione agli escursionisti e invita a evitare l’area sommitale del vulcano fino a nuovo aggiornamento, in considerazione della potenziale evoluzione del fenomeno

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