La guerra di Putin

Europa, Stati Uniti e Russia, da quella mediatica e “ibrida” si passerà alla guerra vera?

di Giuliano Longo (*)

Ieri il Governo ucraino ha elogiato il programma americano di forniture militari in base al quale i paesi della NATO possono acquistare armi per l’Ucraina dagli Stati Uniti con un sovrapprezzo del 10%.

Zelensky ha dichiarato che da agosto sono stati ricevuti ordini per un valore di 2 miliardi di dollari nell’ambito di questo programma: Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia, Svezia e Canada hanno contribuito con importi variabili. Zelensky ha affermato che altri due pacchetti simili sono attualmente in fase di approvazione..

I pacchetti da due miliardi sono stati stanziati un mese fa e da allora non sono stati aggiunti nuovi fondi al programma. Tuttavia, la quota di un miliardo al mese dichiarata dal presidente per agosto e settembre è stata rispettata. Ma anche un miliardo al mese equivale a soli 12 miliardi all’anno, mentre il fabbisogno dell’Ucraina è molto più elevato.

La scorsa settimana, Zelensky ha consegnato a Trump un elenco di armi di cui l’Ucraina ha bisogno, per un valore di 90 miliardi di dollari. In precedenza, le autorità ucraine avevano stimato il fabbisogno totale di aiuti militari occidentali per il prossimo anno in 60 miliardi di dollari.

Inoltre, l’Europa sta attualmente discutendo su come finanziare la guerra con le  risorse russe congelate, ma non è chiaro se queste spese saranno incluse nei 50 miliardi di dollari dichiarati o se saranno pagate in aggiunta a tale importo.

Reuters riferisce che l’UE sta anche valutando la possibilità di concedere all’Ucraina un “prestito di riparazione” fino a 130 miliardi di euro. L’importo è destinato ad aiutare Kiev a finanziare la sua difesa e verrà rimborsato dall’Ucraina solo dopo che la Russia avrà pagato le “riparazioni” previste dall’eventuale accordo di pace. Tuttavia, una decisione definitiva in merito non è ancora stata presa.

Nel complesso, tutti questi fatti indicano che anche gli Stati Uniti, nonostante le dure dichiarazioni di Trump contro Mosca, non hanno cambiato la loro nuova strategia:  fornire armi solo in cambio di denaro e solo tramite intermediari.

Questo sposta di fatto l’intero onere del sostegno all’Ucraina sull’Europa e per ora, la situazione rimane in sospeso, ma se  ci riusciranno, per quanto tempo saranno in grado di fornire questa assistenza?

In questi giorni  i media europei riportano che politici e militari occidentali stanno elaborando  un sistema di difesa aerea sull’Ucraina occidentale per intercettare missili e droni russi, con la possibilità di estendere successivamente questo scudo a Kiev, nella sostanza imponendo “no-fly zone”.

La questione sarà discussa oggi a Copenaghen dai leader europei, che si riuniranno per discutere la risposta alle minacce aeree.

Tuttavia a rullare sono solo i tamburi di guerra.

In Europa i media sostengono  la “preparazione a respingere l’aggressione russa”. In Ucraina, invitano  l’Europa a “svegliarsi finalmente e formare un fronte unito contro Mosca”. Ne parlano anche in Russia scrivendo che “Kiev e il partito della guerra occidentale vogliono trascinare l’Europa in una guerra con la Russia”. Se ne è parlato anche negli Stati Uniti, a Quantico durante la riunione a Quantico dell’alto comando militare, quando  l’esercito americano è stato avvertito di prepararsi alla guerra.

A Quantico  il Segretario del Pentagono Hegseth e il Presidente Trump sono intervenuti su come l’America debba essere preparata alla guerra e dominare militarmente qualsiasi avversario. Hanno anche discusso di come  avrebbero riformato le loro forze nucleari e rafforzato la loro posizione marittima, nei confronti del rafforzamento in corso di Cina e Russia.

Trump ha  toccato anche   la questione  definendo ancora la Russia .una “tigre di carta”.

Sono così deluso da Putin –ha  detto– Pensavo che avrebbe finito in fretta. Avrebbe dovuto porre fine a questa guerra in una settimana. Ho detto a Putin: ‘fai una brutta figura. Hai combattuto una guerra che doveva durare una settimana per quattro anni. Cosa sei, una tigre di carta?’.

Ha anche definito indirettamente “stupido” il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Medvedev. “La Russia ci ha fatto una piccola minaccia non molto tempo fa. E io ho inviato sottomarini nucleari. L’ho fatto perché ha menzionato la parola ‘nucleare’. Era un idiota che lavora per Putin. E ho inviato un sottomarino o due al largo delle coste russe…”.

Ha inoltre ribadito la sua volontà di organizzare un incontro tra Zelensky e Putin per porre fine alla guerra. “Ci resterà solo una cosa da fare: risolvere la situazione con il presidente Putin e Zelensky. Li riuniremo e risolveremo tutto. Ma questo può essere fatto solo da una posizione di forza. Se fossimo deboli, non risponderebbero nemmeno alla mia chiamata. Ma abbiamo una forza enorme”.

Al Cremlino è chiaro che la  NATO  è nettamente superiore alla Russia sotto ogni aspetto: militare, umano ed economico. Eppure qualsiasi pretesto potrebbe dar fuoco alle polveri: il trasferimento di missili a lungo raggio in Ucraina, seguito da attacchi al Cremlino e ad altri obiettivi; l’imposizione di una no-fly zone; un blocco dei porti russi sul Baltico; o l’invio di truppe NATO in Ucraina.

Anche qualsiasi incidente, come una violazione dello spazio aereo, che in tempi normali potrebbe essere risolto senza gravi conseguenze con una singola telefonata tra funzionari militari o del Ministero degli Esteri, nella situazione attuale rischia di degenerare in un’escalation incontrollabile.

Quando si chiude il dialogo ci si prepara alla  guerra, quella vera non quella “ibrida”?

(*) Analista geopolitico ed esperto di politica internazionale

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