di Fabrizio Pezzani (*)
Il nome Europa nasce nella mitologia e lingua greca e sta a significare “ occhi grandi “ ; secondo la mitologia ,Europa era la figlia di Agenore , re di Tiro , una antica città cananea e colonia greca in area mediterranea-mediorientale . Quando Europa era giovane venne notata da Zeus che se innamorò, per poterla conquistare e rapire Zeus si trasformò in uno splendido toro bianco e coricato sulla spiaggia si lasciò avvicinare da Europa e la rapì portandola a Creta attraversando il mare , dalla loro unione nacquero tre figli : il leggendario Minosse ,il coraggioso Radamante ed il saggio Sarpedonte ; l’immagine del toro sarebbe salita al cielo dando vita all’omonima costellazione . Europa si sposò poi con il re di Creta, Asterione ,che adottò i tre figli ed alla sua morte gli succedette Minosse che fondò la civiltà cretese – minoica ; in suo onore i Greci dettero il nome di Europa al continente che si trova a nord di Creta.
Il termine Europa non sarà usato dai Romani ma diventerà una realtà concreta con Carlo Magno , nel corso dei secoli gli stati , imperi e monarchie europee si sono affrontate con guerra sanguinose e fratricide fino alla seconda guerra mondiale dove hanno bruciato nel fuoco le loro ardenti ed illusorie passioni.
Solo dopo il drammatico e doloroso tempo della guerra tra nazionalismi esasperati, come la Storia insegna , ha cominciato a prendere forma l’idea di un’Europa unita su cui durante l’esilio di Ventotene nel periodo fascista ,1941-1944 , avevano lavorato Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi . Nel 1948 viene firmato il Trattato istitutivo dell’Unione Europea Occidentale e nel 1950 la dichiarazione di Shuman porterà alla costituzione della Comunità del Carbone e dell’Acciaio ( la CECA ) . Per venire ai giorni nostri nel 1992 viene definito il trattato di Maastricht e dall’anno 2000 viene introdotta la moneta unica , Euro ,sostitutiva delle divise locali ; la costituzione europea si fonda sul principio di solidarietà.
Il processo descritto in estrema sintesi è stato lungo e ogni paese partecipante di volta in volta ha sottoposto le decisioni inerenti la partecipazione all’unione europea a formule referendarie in modo tale che la partecipazione rappresentasse quanto più possibile la volontà di un popolo . Oggi i paesi sono ventisette , a vario modo nell’orbita europea , ma se stiamo a perimetro geografico dell’Europa occidentale ed orientale i paesi potenzialmente toccati sono quarantasette . La stessa Russia ha profonde radici nella storia e cultura europea ed il suo processo di occidentalizzazione inizia a partire da Pietro il Grande. La sua tradizione letteraria fa parte della nostra cultura ed esprime un alto senso spirituale e religioso che raggiunge il suo apogeo nel XIX secolo – Gogol, Turgenev , Dostoevskij , Tolstoj -.Nell’iconografia si ritrova l’idea della teologia che le icone fossero opera di Dio stesso e dovevano trasmettere un messaggio spirituale . La Russia è anche espressione di legami storici con la Germania , la grande Caterina di Russia era tedesca e la porta di Brandeburgo è rivolta all’est. Eppure oggi gli Usa sono riusciti a farci mettere contro dimenticando il senso della storia.
Oggi si può dire che il progetto di un’unione europea rappresenta la sfida di aggregazione sociale più ardita , sfidante e lungimirante mai fatta nell’intera storia dell’uomo e rappresenta la base per la costruzione di un ordine mondiale condiviso .
Il sogno di potere unire sotto l’egida della cooperazione stati che per millenni si sono sanguinosamente combattuti è la conferma di quale passaggio nella storia dell’uomo rappresenti la costituzione di una unione e che è attraverso il dolore che l’uomo acquista saggezza.
Toynbee nella sua visione di evoluzione e declino delle civiltà pensava ad un percorso di progressiva condivisione delle civiltà e società esistenti verso un ordine mondiale in cui non ci sia più una sola entità- stato dominante : a dominare deve essere un principio di cooperazione che , partendo dalle singole entità che compongono il sistema , salga fino a diventare ordine mondiale . Toynbee parlava di “ bene comune “verso cui tutte le nazioni dovrebbero convergere superando le naturali controversie perchè una vera civiltà di ordine superiore può essere possibile solo con la cooperazione dei cittadini e la loro volontà di superare i loro interessi privati verso il bene comune .
Oggi la realtà ci porta con i piedi per terra a confrontare i desideri con i problemi dell’uomo e dei suoi nazionalismi ; la debolezza dell’Unione Europea dipende dalla sua incapacità a provare a superare gli interessi economici perchè questi sono messi in primo piano e dettano l’agenda delle priorità della società . Se leggiamo la storia ed proviamo a sperimentare l’idea che la società , invece , è fondamento dell’economia potrebbe apparirci chiaro che una rinuncia ad un interesse particolare oggi può avere una maggiore ricompensa domani ; l’ottimo del singolo non coincide mai con l’interesse del sistema e questo vale anche per l’unione europea e per i singoli che vi aderiscono . Oggi i singoli stati possono pensare alla massimizzazione del loro interesse personale in una logica di breve ma nel lungo solo la crescita del sistema è il bene per tutti. Ma forse sarà ancora la paura di perdere tutto che ispirerà la virtù del popolo europeo ad andare avanti .
Il tema della tenuta dell’euro , quindi ,va ben al di là del solo problema economico e finanziario ma rappresenta una sfida sociale , nel momento in cui la Storia ci sta chiedendo di scrivere una nuova pagina del suo libro, le ancestrali tendenze dalla natura umana sembrano continuamente oscillare fra aggressività e socialità e come sempre la verità sta nel mezzo. Alcuni paesi come il nostro dal momento dell’entrata nell’euro hanno fatto una politica di spesa pubblica dissennata correndo dietro la ricerca del consenso nel breve tempo aggravando continuamente la spesa corrente anche in modo illecito , ma questo lo vedremo nelle prossime pagine . Però è bene ricordare che all’inizio dello scorso decennio il nostro debito era 1350 mld di euro ed ora ce lo ritroviamo , nonostante tutte le manovre a 3000 mld avendo comunque usufruito di tassi d’interesse prossimi all’uno %. Se dovessimo calcolare un tasso medio degli ultimi 20 anni avremmo in soli 10 anni raddoppiato il debito ma sembra che le responsabilità debbano sempre ricadere sulle spalle di altri ; la classe politica che ha governato in questi venti anni dovrebbe essere tenuta a confrontarsi con la realtà dei fatti ed assumersene le responsabilità che sarebbero molto gravi .
La guerra finanziaria scatenata da Wall Street e dal loro modello socioculturale ha avuto facile presa su un terreno così maldestramente preparato ed ha sollevato i conflitti di fronte a cui ci troviamo , tutti pronti a cercare un responsabile , ma come dice Toynbee “ cercare di addossare agli altri le proprie responsabilità nei tempi avversi è ancora più pericoloso che il credere in una sempiterna prosperità ..”.
La sfida si gioca su un modello sociale non solo economico ed il suo andamento è visto con due diversi modelli culturali ; infatti gli studiosi di matrice anglosassone che mettono la finanza come primo valore e giudicano secondo l’ottimo del singolo nel breve tempo – la cultura del mercato – hanno sempre sostenuto che la Germania aveva l’interesse ad andarsene da sola fuori dalla zona euro e così da tempo descrivevano come inevitabile l’uscita della Grecia , del Portogallo e via così . Ma la visione degli studiosi europei meno condizionati dalla cultura finanziaria americana è sempre stata più incline a vedere il problema in un ottica più ampia e non solo finanziaria – la cultura della sussidiarietà – . Certamente l’azione di forza verso la moneta europea ha altre motivazioni che non la sola sostenibilità finanziaria e lascia aperta l’idea di un pregiudizio nelle valutazioni delle agenzie di rating ,infatti alla luce dei dati sopra esaminati sulla situazione economica , finanziaria e sociale degli Stati Uniti l’assegnazione a loro della tripla A da parte di dette agenzie è oggettivamente irrealistica ed , a questo punto , anche strumentale .
Ma anche l’idea di una uscita della Germania dall’Europa va contro la sua Storia , sempre il grande Toynbee nel 1949 in “ Civiltà al paragone “ – pag.201 scriveva :” In un’Unione Europea che escluda tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione Sovietica – e questo ex hypothesis è il punto di avvio per tentare di costruire una “ Terza Grande Potenza Europea “ – la Germania deve venire fuori e al sommo , presto o tardi , in un modo o in un altro anche se questa Europa unita dovesse presentarsi all’inizio con una Germania disarmata , decentralizzata o addirittura divisa …. In qualunque forma la Germania fosse inclusa , di tale Europa essa diverrebbe , a lungo andare , la padrona : e quando la supremazia non potuta raggiungere con la forza in due guerre , fosse venuta alla Germania , sia pure , questa volta per vi pacifiche e graduali , nessun europeo non tedesco potrà credere che i Germanici , col potere a portata delle loro mani , avrebbero la saggezza di trattenersi dal ricominciare ad agitare la frusta e a giocare di speroni” . A fare tali considerazioni era un inglese ,la sua era una delle nazioni vincitrici della seconda guerra mondiale ,ma a distanza di anni sembrano scritte oggi ; può essere nel destino della Germania l’abbandono dell’Europa ? Ci può essere una Europa senza la Germania ? Ad entrambe le domande la risposta è negativa .
Ma per esserci , e ci deve essere per il destino del mondo , una grande Europa è necessario che mantenga la sua unità per quanto difficile possa oggi sembrare, anche perché tale unità sociale avrebbe un ruolo determinante nel processo di costruzione di un bene comune globale . L’Europa è oggi l’unica istituzione in grado di dialogare con tutti i paesi del mondo senza prevenzioni di sorta, cosa che non è possibile agli altri soggetti a livello globale. L’azione di indebolimento della sua unità è grave e pericolosa anche nell’interesse di chi la promuove , d’altro canto la preoccupazione di una Europa Unita era stata espressa anche dall’ex presidente americano Nixon che la vedeva come temibile concorrente . Nell’attuale cultura egemonica degli Usa il timore può essere fondato ma se l’orientamento va verso una forma più collaborativa anche loro non possono fare a meno di questa Europa ; infatti per i bene del mondo è necessario che l’America si apra al mondo per renderlo più sicuro e per farlo ha bisogno di un ‘Europa forte che sia vicino ma non più in posizione di sudditanza come è stata pensata fino ad ora perchè i tempi sono cambiati . E’ vero che l’Europa ha perso la sua supremazia nel mondo ma il mondo si è in un qualche modo europeizzato : “ Europae si monumentum requiris , circumspice “ . Il lascito dei grandi pensatori europei a partire dai greci antichi è parte imprescindibile della cultura dell’uomo qualunque esso sia ; proprio a questa eredità si deve la formazione del pensiero che ci ha portato ad una forma di unione.
Il ruolo ed il compito dell’Europa per questo motivo sembrano determinanti nel futuro dell’uomo come erano stati splendidamente descritti da Romano Guardini nel discorso tenuto in occasione del conferimento a lui del “ Paemium Erasmianum “ a Bruxelles nel 1962 in cui si richiamava alla potenza acquisita dall’uomo tramite la sua conoscenza scientifica ed al rischio che di tale potenza l’uomo ne potesse fare un uso terribile così affidava all’Europa il compito storico di riportare la saggezza nella storia dell’uomo.
“ Perciò io credo che il compito affidato all’Europa ..sia la critica della potenza . Non critica negativa né paurosa né reazionaria, tuttavia ad essa è affidata la cura per l’uomo , perché essa ne ha provato la potenza non come garanzia di sicuri trionfi ma come destino che rimane indeciso dove condurrà . L’Europa è vecchia ..oggi sembra rinnegare la sua vecchiaia e sorgere ad una nuova gioventù , certo grandiosa ma anche pericolosa . L’Europa ha creato l’età moderna ; ma ha tenuto ferma la connessione con il passato . Perciò sul suo volto , accanto ai tratti della creatività sono segnati quelli di una millenaria esperienza . Il compito riservatole , io penso , non consiste nell’accrescere la potenza che viene dalla scienza e dalla tecnica – benché naturalmente farà anche questo , ma nel domare questa potenza . L’Europa ha prodotto l’idea della libertà – dell’uomo come della sua opera – ; ad essa soprattutto incomberà , nella sollecitudine per l’umanità dell’uomo , pervenire alla libertà di fronte alla sua propria opera “ ( Europa . Compito e destino . Pag 26 ).
Allora come si evolverà il tempo di quest’unione e se sarà in grado di rispondere ai compiti che Guardini pensava le fossero attribuiti , è difficile dirlo ; ma scomodando ancora una volta la speranza nei tempi della storia speriamo che essa ci possa portare avanti su questa strada anche se con grandi sacrifici, ma questo è il destino dell’uomo .
D’altro canto il destino dell’uomo è nelle sua mani , deve decidere lui se lasciarsi prendere dalle sua passioni e precipitare nel baratro oppure ricordare che “ come dicevano gli orfici è anche figlio del cielo stellato . Sebbene il suo corpo sia insignificante e debole in confronto alle grandi masse del mondo astronomico , pure egli è in grado di rispecchiare questo mondo , è in grado di spaziare con l’immaginazione e con la conoscenza scientifica sugli abissi dello spazio e del tempo…..Quando mi lascio trasportare dalla speranza che il mondo emergerà dalle sue tribolazioni attuali e che un giorno imparerà ad affidare la direzione delle proprie faccende non a ciarlatani crudeli – oggi diciamo anche incapaci , volgari e fatui – , ma a persone dotate di saggezza e coraggio mi si presenta una luminosa visione : un mondo dove nessuno soffre la fame e pochi sono vittime di malattie , dove il lavoro è gratificante e non eccessivo , dove i sentimenti di benevolenza sono abituali e dove la mente affrancata dalla paura , crea per il diletto degli occhi , delle orecchie e del cuore “ ( Bertrand Russel , “ Un’etica per la politica “ , pag. 215 ).
Forse la ricerca di un’unione Europea , fondata veramente sul principio di solidarietà come è nella sua costituzione potrebbe essere un primo passo nella storia dell’uomo per realizzare i compiti affidatigli da Guardini e per dare concretezza ai sogni di Bertrand Russell.
(*) Professore Emerito Università Bocconi
