Primo piano

L’app per individuare le microplastiche: la svolta arriva dal Canada

di Gino Piacentini

 

Le microplastiche, minuscole particelle di plastica che infestano i nostri oceani, fiumi e persino l’aria che respiriamo, rappresentano una minaccia sempre più grande per la salute umana e per gli ecosistemi. Un team di ricercatori dell’Università della British Columbia ha sviluppato uno strumento innovativo che potrebbe rivoluzionare il modo in cui rileviamo e monitoriamo queste pericolose particelle.

Immaginate un dispositivo delle dimensioni di una piccola scatola, in grado di rilevare in pochi minuti la presenza di microplastiche nell’acqua, anche quelle invisibili ad occhio nudo. Questo è ciò che gli scienziati canadesi sono riusciti a creare. Utilizzando una tecnologia chiamata etichettatura fluorescente, il dispositivo è in grado di identificare particelle di plastica estremamente piccole, fino a 50 nanometri. Il tutto a un costo irrisorio: ogni test costa meno di due centesimi.

Il funzionamento è sorprendentemente semplice. L’acqua da analizzare viene versata in una piccola cella contenuta nel dispositivo. Una luce LED illumina il campione e un microscopio digitale cattura le immagini delle microplastiche, che appaiono come punti luminosi sullo schermo di uno smartphone. Un sofisticato software, basato sull’intelligenza artificiale, analizza le immagini e fornisce i risultati in pochi minuti.

La capacità di rilevare rapidamente e a basso costo la presenza di microplastiche è fondamentale per comprendere meglio la diffusione di questo problema e per sviluppare strategie efficaci per contrastarlo.

  • Salvaguardia della salute: Le microplastiche possono assorbire sostanze tossiche e penetrare nel nostro organismo attraverso il cibo e l’acqua.
  • Protezione degli ecosistemi: Le microplastiche rappresentano una minaccia per la fauna marina e per l’intero ecosistema.
  • Sviluppo di soluzioni: Grazie a questo nuovo strumento, sarà possibile identificare le fonti di inquinamento da microplastiche e sviluppare materiali alternativi più sostenibili.

I ricercatori sono ora impegnati a commercializzare il loro dispositivo, con l’obiettivo di renderlo disponibile a un pubblico più ampio. Nel frattempo, ciascuno di noi può contribuire a ridurre l’inquinamento da plastica scegliendo prodotti riutilizzabili e limitando l’uso di plastica monouso. La scoperta di questo nuovo strumento rappresenta una svolta significativa nella lotta alle microplastiche. È un passo avanti importante verso un futuro più pulito e sostenibile.

Related posts

L’Alto Commissario Onu per i diritti umani Turk: “La fame a Gaza è colpa di Israele”

Redazione Ore 12

Scuola, Villani (Pediatri): “I contagi sono fuori non all’interno”

Redazione Ore 12

Era in affari con Cosa Nostra, imprenditore trapanese colpito da decreto di confisca per beni pari a 15 milioni di euro

Redazione Ore 12