Economia e Lavoro

Ex Ilva: fonti, deposito piano decarbonizzazione non novità ma adempimento AIA

di Marino Marini

Nel corso del tavolo al Mimit con le imprese dell’indotto, il commissario straordinario di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, Giancarlo Quaranta, avrebbe prontamente replicato alle osservazioni del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, chiarendo che “il deposito del piano di decarbonizzazione, avvenuto il 3 agosto 2026 e interpretato dallo stesso Decaro come un elemento di novità, “non rappresenta una novità” per le istituzioni coinvolte”. Lo precisano fonti vicine ai commissari presenti all’incontro.

Le stesse fonti evidenziano inoltre che Quaranta avrebbe ricordato ai presenti come il “deposito costituisse l’adempimento di una prescrizione prevista dall’Autorizzazione integrata ambientale, con scadenza già nota, fissata al 4 agosto 2026”. “Abbiamo rispettato i termini, secondo il cronoprogramma noto anche agli enti locali”, avrebbe evidenziato.

Il commissario avrebbe infine ricordato che la procedura di gara era stata aggiornata lo scorso settembre proprio sulla base di quanto previsto dal piano di decarbonizzazione e che lo stesso percorso era stato oggetto del confronto davanti alla Corte d’Appello di Milano. In quel procedimento, ricordano le fonti, la Regione Puglia si era costituita a sostegno delle richieste dei ricorrenti per la chiusura dell’area a caldo.

Strada decreto contro sentenza Tribunale Milano non è percorribile

In merito all’ipotesi di un decreto per sospendere gli effetti della sentenza del Tribunale di Milano sull’Ex Ilva, fonti vicine al dossier precisano che “come ampiamente chiarito dagli uffici legislativi dei Dicasteri presenti stamane al Mimit all’incontro del Tavolo con l’indotto di Taranto” non è “in alcun modo percorribile l’ipotesi di un decreto diretto a neutralizzare gli effetti del decreto della Corte d’Appello di Milano. Peraltro, come appare evidente, un simile intervento sarebbe manifestamente incostituzionale e determinerebbe un grave conflitto tra i poteri dello Stato”. “Un secondo gruppo di lavoro con le associazioni dell’indotto e i commissari straordinari avrà invece il compito di individuare puntualmente le imprese e i lavoratori maggiormente esposti agli effetti delle decisioni della Corte d’Appello di Milano”, così da definire gli interventi necessari, si apprende. “L’obiettivo è chiaro: non lasciare indietro nessuno, a partire dalle aziende che operano prevalentemente per l’ex Ilva e che subiranno l’impatto più immediato della chiusura dell’area a caldo”, si specifica. Nel frattempo,”i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria” – come comunicato nel corso dell’incontro – “hanno già incaricato i propri legali di predisporre il ricorso in Cassazione contro il decreto”. Il ricorso, tuttavia, non sospende l’efficacia del provvedimento, che resta quindi da applicare.

Related posts

Ue: alle porte il referendum per togliere la data di scadenza dei cibi

Redazione Ore 12

Dazi, Bombardieri (Uil): “Problema anche per i lavoratori. Il Governo ci convochi”

Redazione Ore 12

  Cna: “Tempi troppo stretti per accedere ai 320 milioni per l’autoproduzione di energia”

Redazione Ore 12