Cronaca

“Fate costituire i vostri figli”: l’appello del papà di Andrea, ucciso nella sparatoria a Monreale

Un gesto per rendere giustizia a suo figlio, al nipote e al loro amico: lo chiede un padre schiacciato dal dolore della perdita ad altri genitori come lui, ma di chi ha sparato nel corso del far west di Monreale, nella notte tra sabato e domenica scorsi.

“Voglio chiedere ai genitori di chi ha ammazzato come un cane tre ragazzi con una vita davanti: convincete i vostri figli e i loro complici a costituirsi. Mi hanno tolto un figlio e un nipote, non rivedrò più i loro sorrisi per colpa anche vostra che non siete riusciti a educarli. Ora vi chiedo un gesto per rendere giustizia ad Andrea, Salvatore e Massimo”. A parlare è Giacomo Miceli, padre di Andrea, una delle tre vittime della sparatoria di Monreale, in provincia di Palermo.
“Andrea ha preso la sua ragazza e l’ha portata al sicuro, poi è tornato a salvare suo cugino Salvatore dalla ferocia di quel branco – dice l’uomo a ‘Repubblica Palermo’ -. Sono stati uccisi mentre tentavano di aiutarsi a vicenda. Erano così i nostri ragazzi, così li abbiamo educati”.
Il gruppo che ha dato vita alla sparatoria è arrivato a Monreale sabato sera dal quartiere Zen di Palermo. “Non sono tutti delinquenti allo Zen, ma se molti vengono da lì forse un problema c’è – dice -. Le morti di mio figlio, di mio nipote e del loro amico sono anche colpa di uno Stato che non ha mai voluto risolvere il problema delle periferie abbandonate da decenni”.

“O VERRÀ FATTA GIUSTIZIA O ME LA FARÒ DA SOLO”

Ancora più duro è Giacomo davanti la telecamera di Corriere.it dove la richiesta di giustizia diventa uno sfogo amaro, disilluso, arrabbiato. Davanti alla camera mortuaria dell’ospedale Civico di Palermo, dove continua a vegliare la salma del figlio, rilascia parole dolorose: “Chiedo giustizia per mio figlio. La pretendo da questo Stato. Per lui e per gli altri ragazzi morti. La mia vita è finita ieri. O verrà fatta giustizia – conclude- o me la farò io da solo”.

La madre del ragazzo fermato: “Siamo distrutti”

“Mi dispiace per mio figlio, per le persone uccise, per tutto quello che è successo”. Lo dice in lacrime la madre di Salvatore Calvaruso, il 19enne del quartiere Zen di Palermo fermato per la strage di Monreale, dove sono morti tre giovani in seguito ad una sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica. La donna, intervistata dal quotidiano online ‘LiveSicilia’, risponde così alla domanda sui fatti di Monreale: “Al momento non sappiano nulla. Siamo distrutti”. E aggiunge: “Anche mio figlio era un grande lavoratore”.

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