Dal caffè del mattino al gelato, fino al cocktail della sera: i bar si confermano una fetta importante dell’economia dei servizi e una diffusa infrastruttura sociale del Paese. Un settore capace di generare quasi 6 miliardi di visite nel 2025 e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro: a fotografarlo è l’analisi di Fipe-Confcommercio su dati Tradelab, presentata il 17 gennaio scorso nel corso della tavola rotonda “Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)” in occasione del Sigep di Rimini, l’evento di riferimento e di ispirazione per la community del Foodservice.
Sono 152mila i bar presenti sul territorio nazionale: tre comuni italiani su quattro ne hanno almeno uno, un’attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette. Numeri che confermano come il bar rappresenti uno dei servizi di maggiore prossimità sul territorio e una pausa irrinunciabile durante la giornata per la maggior parte degli italiani, come testimonia la distribuzione delle visite: il 44 % è legato alla colazione, il 29% alle pause, il 14% all’aperitivo, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% al dopocena. Un ruolo centrale che si regge, tuttavia, su un equilibrio economico fragile, se si considera che lo scontrino medio – viene sottolineato – si attesta su appena 4,20 euro.
Il comparto impiega 367.900 addetti, di cui 284.606 dipendenti, con una forte presenza femminile (58,9%) e giovanile (41,3% under 30) e una quota significativa di lavoratori stranieri (20,8%). Oltre la metà dei dipendenti (57,5%) è assunta a tempo indeterminato.
Il 2026, ha dichiarato il presidente di Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani, “dovrà essere l’anno in cui il sistema del fuoricasa saprà trovare un nuovo punto di equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e capacità di intercettare abitudini di consumo in rapido cambiamento. Bar, gelaterie e pasticcerie non sono solo attività economiche, ma presìdi di socialità, identità e attrattività turistica: valorizzarli significa investire su un patrimonio che rende unico il nostro Paese”.
“Tramite le sue funzioni primarie di ristoro e convivialità, il bar italiano svolge un ruolo sociale irrinunciabile“, ha rimarcato Andrea Illy, presidente di Illycaffè e consigliere Fipe per l’Osservatorio sulla filiera del bar, evidenziando che ci sono “concrete opportunità di rivitalizzazione della rete nazionale di bar, attraverso l’innovazione e il miglioramento della qualità. A tal fine, le leve che la Fipe intende attivare sono la formazione professionale, il bello, buon e ben fatto come pezzo forte dell’Italia, e nuovi modelli di business che mobilitino investimenti”.
