di Marcello Trento
Il Decreto Agricoltura introduce il divieto di installare impianti fotovoltaici a terra in aree agricole, a tutela del suolo fertile. Tuttavia, sono previste eccezioni per le comunità energetiche rinnovabili.
Comunità energetiche: via libera al fotovoltaico a terra
Le comunità energetiche potranno installare impianti fotovoltaici a terra all’interno di aree agricole, a patto che rispettino alcuni criteri ben precisi:
* Dimensione: l’impianto non deve superare una certa potenza, commisurata al fabbisogno energetico della comunità.
* Distanza: l’impianto deve essere situato a una distanza minima dalle abitazioni e dai confini aziendali.
* Compatibilità: l’impianto deve essere compatibile con le attività agricole e non deve compromettere la produttività del suolo.
Requisiti per le comunità energetiche
Per beneficiare di questa eccezione, le comunità energetiche dovranno soddisfare determinati requisiti, tra cui:
* Avere un numero minimo di membri
* Essere composte da soggetti che consumano energia elettrica all’interno di un’area definita
* Avere un regolamento interno che definisca le modalità di gestione dell’impianto
Obiettivo: conciliare energia rinnovabile e tutela del territorio
Il Decreto Agricoltura mira a conciliare la diffusione delle energie rinnovabili con la tutela del suolo agricolo. Le comunità energetiche rappresentano un modello virtuoso che permette di produrre energia pulita in modo sostenibile, coinvolgendo direttamente i cittadini e le imprese del territorio.
Un passo avanti verso la transizione energetica
L’introduzione di questa eccezione per le comunità energetiche rappresenta un passo avanti significativo verso la transizione energetica. Si tratta di un’opportunità per promuovere la produzione di energia rinnovabile a livello locale, favorendo al contempo la coesione sociale e lo sviluppo sostenibile del territorio.
