Il senatore di Forza Italia a ‘Re Start’, lunedì 29 settembre 2025, ha tacciato la giornalista di aver fatto «la negazionista» sui fatti del 7 ottobre. I rappresentanti sindacali: «Attacco vergognoso. Un’altra pagina nera per il servizio pubblico».
«Negazionista sarà lei. Rispondiamo così alle offese rivolte a Lucia Goracci durante la trasmissione Re-Start dal senatore Maurizio Gasparri». Così l’Esecutivo Usigrai in una nota diffusa lunedì 29 settembre 2025.
«Attaccare una stimata professionista – prosegue il sindacato dei giornalisti Rai – accusandola, in sua assenza, e mostrando una foto senza citare né fonti, né contesto e senza possibilità di replica, non vuol dire solo negare il valore di una stimata professionista, alla quale va la nostra piena solidarietà, ma anche negare la funzione del servizio pubblico radiotelevisivo, trasformato per l’ennesima volta in un megafono della peggiore propaganda, oltretutto su temi drammatici. Un’altra pagina nera che non si può voltare con indifferenza, senza che qualcuno se ne assuma la responsabilità».
Partecipando in mattinata al programma in onda su Rai 3, a proposito della situazione a Gaza il senatore di Forza Italia aveva affermato: «L’altro giorno è stata collegata la Goracci in questa trasmissione e ha fatto la negazionista, dicendo che non è vero che sono stati bruciati bambini il 7 ottobre. La Goracci si vergogni».
Al fianco della collega «si schierano uniti» anche i giornalisti e le giornaliste del Tg3. «Sono inaccettabili – si legge in comunicato del Cdr – gli attacchi e la denigrazione nei suoi confronti, soprattutto in sua assenza. Una giornalista che da anni racconta con passione, professionalità e onestà una parte di mondo complessa come quella del Medio Oriente, che cita le fonti di ciò che dice, non deve vergognarsi, né può essere etichettata e diffamata, senza darle lo spazio necessario per spiegare e argomentare le sue affermazioni, che altrimenti, strumentalizzate e avulse dal contesto, possono prestarsi a gravi fraintendimenti».
Per i rappresentanti sindacali, «chi davvero tiene alla verità si preoccupi di chiedere al governo di fare pressione su Israele perché permetta a Lucia e agli altri inviati italiani e internazionali di entrare a Gaza per poter raccontare quello che succede. Il Tg3 – prosegue il Cdr – combatte ogni giorno per mantenere la propria indipendenza restando fedele a fonti e notizie, nonostante subisca lo svuotamento progressivo della Rete3 e l’impoverimento dell’organico della redazione mediante la non sostituzione dei pensionamenti. Continuiamo però con ogni sforzo a raccontare il Paese e il mondo con la nostra visione, che è quella di un’ampia fetta dei cittadini che pagano il canone».
Il botta e risposta tra Bartoli e Gasparri
Maurizio Gasparri ha definito la giornalista Lucia Goracci “negazionista del 7 ottobre”. Il tutto nonostante la giornalista non fosse presente al dibattito e ciò ha fatto scattare un’ondata di solidarietà nel mondo dei giornalisti ma non solo. Tra i primi ad intervenire il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli. “L’onorevole Gasparri nel corso della ‘puntata di Re-Start, su RAI 3, ha attaccato a freddo l’inviata del tg3 Lucia Goracci, non presente alla trasmissione, additandola come ‘negazionista’ sugli orrori del 7 ottobre. – ha detto Bartoli – Un’accusa ingiustificata nei confronti di un’inviata RAI che da anni racconta con accuratezza ed equilibrio i fatti del mondo ed a cui va tutta la nostra solidarietà. E’ inaccettabile gettare discredito su una collega che ha sempre operato con riscontri oggettivi e prove documentali. La Rai Le garantisca al più presto il diritto di replica e la possibilità di illustrare le sue tesi. Ne va della dignità del servizio pubblico, del Tg3 e di tutti i giornalisti impegnati sui fronti di guerra”.
Ma sempre Maurizio Gasparri ha insistito con le accuse, estendendole allo stesso Carlo Bartoli, un attacco, di fatto, a tutta la comunità dei giornalisti italiani. “Sorprende molto che il Presidente
dell’Ordine dei giornalisti Bartoli si associ al coro negazionista. – ha dichiarato Gasparri alle agenzie – Il 7 ottobre del 2023, nell’infame attacco di Hamas ad Israele, furono anche bruciati dei bambini. Che difenda giornalisti che negano questa evidenza è veramente grave. Credo che Bartoli dovrà scusarsi per queste sue incaute affermazioni. In ogni caso, io porterò avanti la verità anche da iscritto all’Ordine dei giornalisti dal 1985, nonostante il nostro Ordine abbia un Presidente che si abbandona ad affermazioni così spiacevoli”.
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