Esteri

Gaza, la strage di palestinesi è infinita. Altre decine di vittime negli attacchi dell’Idf

La Protezione civile di Gaza gestita da Hamas afferma che 50 persone sono state uccise negli attacchi israeliani nella Striscia dopo la mezzanotte. “Il numero di martiri uccisi nei bombardamenti israeliani contro abitazioni civili nella Striscia di Gaza settentrionale tra mezzanotte e questa mattina presto è salito a 50. Le nostre squadre stanno ancora lavorando in quelle zone”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Afp un funzionario della Protezione civile, Mohammed al-Mughayyir. Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “preoccupati” per la situazione umanitaria a Gaza. “Non siamo immuni o in alcun modo insensibili alle sofferenze della popolazione di Gaza, e so che qui ci sono opportunità per fornire loro aiuto”, ha detto dopo l’incontro dei ministri degli Esteri della Nato in Turchia, rispondendo a una domanda della Bbc, se l’amministrazione Trump continuasse a sostenere pienamente la natura dell’azione militare di Israele, data la portata dei recenti attacchi israeliani e dei bombardamenti degli ospedali. Secondo l’Hostages and Missing Families Forum, Israele è a poche ore dall'”occasione persa del secolo”, poiché intensifica le operazioni nella Striscia di Gaza invece di raggiungere un accordo per la restituzione degli ostaggi e unirsi alle iniziative diplomatiche guidate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Le famiglie degli ostaggi si sono svegliate questa mattina con il cuore pesante e grande paura per le notizie di attacchi intensificati nella Striscia e per l’avvicinarsi della fine della visita del presidente Trump nella regione”, si legge in una nota del forum.

“Un’occasione storica persa: un clamoroso fallimento israeliano. Il tentativo di bloccare le proposte sul tavolo sarà ricordato per tutta la vita”, si legge nella dichiarazione. “Queste sono ore cruciali, ore che determineranno il futuro dei nostri cari, il futuro della società israeliana e il futuro del Medio Oriente. Esortiamo il primo ministro e il presidente degli Stati Uniti a raggiungere una svolta”, afferma il forum, avvertendo che il tempo sta per scadere.

 

Parolin: “Mediazione per Gaza? Non mi pare ci siano condizioni a livello di S. Sede”

 

Il Papa ha offerto una mediazione per aiutare la pace in Ucraina. “In concreto – osserva il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin- credo significhi mettere a disposizione la  S. Sede per un incontro tra le due parti,  che le due parti si incontrino e perlomeno si parlino , quindi è più che altro una disponibilità di luogo. Noi siamo disponibili. La Santa Sede potrebbe essere un luogo molto indicato con tutte le discrezioni del caso”. Diverso – dice Parolin ai margini di un evento a Roma – il discorso  per il Medio Oriente: “E’ diversa la situazione:  noi siamo sempre disposti a facilitare, adesso questo aiuto può prendere forme diverse. Non è detto sia una mediazione in senso stretto, possono essere dei buoni uffici. Per Gaza non mi pare ci siano le condizioni per un incontro a livello di S. Sede”.

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