“E’ possibile raggiungere un accordo finale. Le condizioni per la chiusura sono ottimali”. Lo hanno riferito alti funzionari israeliani, aggiornando sui negoziati in corso a Doha per il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas. Secondo i media israeliani “i dettagli dell’accordo sono stati concordati e ora si attende una risposta definitiva da parte di Hamas”. Dunque si è a un passo dall’accordo.
“I dettagli dell’accordo per la liberazione degli ostaggi sono stati concordati e ora si attende una risposta definitiva da parte di Hamas”, lo riferisce Channel 12 sottolineando la drammaticità del momento e che per la prima volta l’intesa è interamente dettagliata. Il piano è sostanzialmente simile allo schema pubblicato a maggio: accordo in tre fasi, che inizierebbe con la liberazione di circa 34 israeliani della ‘lista umanitaria’. Poi, il 16mo giorno del cessate il fuoco, le parti inizieranno a discutere la seconda fase, che prevederà il ritorno dei giovani e dei soldati. Nella terza fase le parti discuteranno del governo alternativo nella Striscia e della riabilitazione di Gaza. Al-Arabiya aggiunge che la prima fase durerà 42 giorni, durante la quale Israele si ritirerà da diverse aree dove i residenti palestinesi ritorneranno. Sarà aumentato il volume degli aiuti umanitari. Il capo del Comitato per i detenuti palestinesi Kadora Fares è in Qatar per incontrare oggi i negoziatori e presentare la lista dei detenuti di Hamas e della Jihad islamica da rilasciare nell’ambito dello scambio con gli ostaggi prigionieri a Gaza. Lo ha riferito a Ynet una fonte dell’Autorità nazionale palestinese. Fares in un’intervista di ieri ha affermato che nella prima fase dell’accordo verrebbero liberati 25 ostaggi in cambio del rilascio di 48 condannati per terrorismo già rilasciati nell’accordo Shalit nel 2011 e nuovamente arrestati, circa 200 condannati per terrorismo all’ergastolo, come così come circa 1.000 altri prigionieri, compresi minorenni, donne e malati detenuti. Fares ha aggiunto che le stime indicano che il numero effettivo di detenuti palestinesi che saranno rilasciati sarà molto più alto – più di 3.000 – dopo che Israele ha insistito per includere altri rapiti israeliani nella lista – compresi i soldati feriti. Per quei rapiti che non rientrano nella categoria “umanitaria”, probabilmente verranno rilasciati ancora più prigionieri condannati all’ergastolo. Va detto però che Hamas, nel territorio della Striscia, non cede di un millimetro lanciando una un’intensa campagna di reclutamento di giovani miliziani con l’obiettivo di risanare i gravi danni subiti dall’inizio della guerra, l’attività del gruppo terroristico è guidata dal fratello di Yahya Sinwar, Mohammed, che ne ha preso il posto dopo l’uccisione. Lo riporta il Wall Street Journal, citato dai media israeliani, a cui un alto ufficiale dell’Idf ha riferito: “Stiamo lavorando duro per trovarlo”. Il report spiega come Hamas stia lavorando per reclutare nuovi miliziani, compresi giovani senza esperienza sul campo di battaglia. “L’Idf ritiene che Hamas abbia reclutato molte centinaia di persone negli ultimi mesi e che il reclutamento stia avvenendo in tutta la Striscia, in particolare al nord”, dice il Wsj, “fonti arabe affermano che Israele è stato informato di questo numero che potrebbe arrivare a migliaia”. Hamas convince i giovani ad arruolarsi promettendo loro cibo, aiuti e cure mediche per loro e per le loro famiglie. Secondo fonti arabe, parte dell’attività si manifesta anche nel furto di aiuti umanitari. Inoltre, i terroristi di Hamas vanno ai funerali e agli incontri di preghiera a Gaza, dove reclutano giovani.
