Le forze di difesa israeliane continuano a negare l’accesso a Gaza alle operazioni umanitarie. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite Stephane Dujarric, nel corso dell’incontro quotidiano con i media internazionali durante il quale ha ribadito come la situazione sia drammatica. “Le restrizioni e altre condizioni – ha aggiunto – stanno severamente impedendo le operazioni umanitarie. Le autorità israeliane hanno negato un’altra richiesta Onu di raggiungere le aree assediate a Nord di Gaza per portare cibo e acqua. Come risultato i palestinesi a Beit Hanoun, Beit Lahiya e parti di Jabalya sono rimasti tagliate fuori dagli aiuti fondamentali di cui hanno bisogno per sopravvivere”. Malgrado tutto questo c’è chi, come la Svezia che ha deciso di raddoppiare gli aiuti alla popolazione civile palestinese, contestualmente alla decisione di tagliare i finanziamenti all’agenzia Onu Unrwa. Lo ha annunciato il ministro svedese alla cooperazione, Benjamin Dousa. “Abbiamo preso questa decisione perché vogliamo che arrivi più sostegno alla popolazione civile a Gaza” ha dichiarato il ministro Dousa a Tv4. La scelta di Stoccolma di fermare il supporto economico all’Unrwa è stata presa in seguito alla legge deliberata dal parlamento israeliano a fine ottobre, che impedisce all’Unrwa di operare nei suoi territori. La legge è stata criticata duramente da molti Paesi, inclusa la Svezia. Il governo svedese intende invece sostenere altri enti ed organizzazioni che lavorano per aiutare la popolazione a Gaza: “Il nostro supporto umanitario per Gaza aumenta di 400 milioni di corone (circa 35 milioni di euro), portando il totale a 800 milioni di corone svedesi (70 milioni di euro). I fondi andranno a diversi organi Onu che si occupano di distribuire medicine, cibo e altri generi di prima necessità” ha aggiunto il ministro Dousa.
aggiornamento la crisi mediorientale ore 14.48
