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Gaza, uccisa da un missile una famiglia di 15 persone

 

Nel 315esimo giorno dall’inizio dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, solo l’11% del territorio è da considerarsi “zona sicura” per i civili: lo riferisce l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), aggiornando la stima sulla base degli ultimi ordini di evacuazione di Israele alle famiglie da nord a sud della Striscia.
L’agenzia avverte che così stando le cose, gli sfollati sono “abbandonati a caos e terrore”. Lo dimostrano le ultime notizie che giungono dall’enclave palestinese: ad Al-Zawayda, nel centro della Striscia, il bombardamento di un edificio ha sterminato la famiglia Ajlah, uccidendo 15 persone. Tra i membri uccisi, nove avevano tra i 2 e i 22 anni. A recuperare i corpi senza vita sono stati i soccorritori della Palestinian Civil Defence, il corpo volontario che da mesi mette in salvo le vittime dei raid. Al-Jazeera cita la testimonianza di un residente, Ahmed Abu al-Ghoul, che ha assistito all’attacco. Secondo l’uomo, un missile ha colpito l’edificio dove la famiglia si rifugiava. “Cos’hanno fatto per meritarlo?” ha domandato al giornalista che lo ha intervistato. I funerali dei 15 membri della famiglia Ajlah si sono già tenuti. Un residente ha condiviso sui social il video dell’estremo saluto dato, tra le lacrime, da amici e parenti ai resti delle vittime, chiusi in sacchi bianchi adagiati a terra.

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aggiornamento la crisi Mediorientale ore 13.21

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