di Andrea Maldi
Dopo un summit di 8 ore a Gedda, in Arabia Saudita, la notizia arriva con un comunicato congiunto delle rappresentanze statunitensi e ucraine: Kiev è pronta a concordare la proposta Usa di cessate il fuoco per 30 giorni a patto che anche Mosca sia disposta. Inoltre entrambi i Paesi vogliono concludere l’accordo appena possibile sulle terre rare.
Nel frattempo gli Stati Uniti ripristineranno rapidamente gli approvvigionamenti militari e la spartizione dell’intelligence con l’Ucraina.
Tuttavia il segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito: “Non vogliamo una tregua perenne ma la pace. Se la Russia accetta l’armistizio, si entrerà in una seconda fase, ossia nel reale negoziato per porre fine una volta per tutte al conflitto… questa non è una serie tv – aggiunge – le persone muoiono realmente. Il presidente Trump vuole che ciò abbia fine, per questo siamo venuti qui”.
Poco dopo anche il presidente Usa Donald Trump dallo Studio Ovale ha dichiarato: “l’Ucraina ha accettato, adesso si spera che anche Vladimir Putin approvi il piano. Sarebbe fantastico, se non ci riusciamo andremo avanti e ci saranno moltissimi morti. Volodymyr Zelensky nei prossimi giorni – aggiunge – sarà invitato a tornare alla Casa Bianca. Mi auguro di parlare con Putin quanto prima”.
Nonostante l’accordo tra Whashington e Kyiv, non è certo che il capo del Cremlino acconsenti alla tregua. Il Tycoon ha affermato che ci sarebbe stato un faccia a faccia tra le delegazioni americane e russe nelle scorse ore e che, come affermano i quotidiani americani, l’inviato del commander in chief Steve Witkoff dovrebbe incontrarsi con Putin a Mosca.
Nel vertice di Gedda si è parlato anche del ritorno di bambini ucraini deportati in Russia e dello scambio di detenuti, ma non si menzionano le garanzie di sicurezza tanto richieste da Zelensky, le stesse che avevano innescato lo scontro in quel della White House tra il leader ucraino, Trump e il suo vice. Il rapporto indica “una pace permanente che permetta la sicurezza di lungo periodo per l’Ucraina. Gli Stati Uniti d’America si impegnano a discutere i particolari proposti con i rappresentanti russi”.
Sul tavolo delle trattative la rappresentanza di Kiev, guidata dal Capo dell’Ufficio del presidente dell’Ucraina Andrij Jermak, aveva presentato una tregua parziale con tre punti chiave:
- silenzio nei cieli;
- silenzio in mare;
- fermare attacchi missilistici, bombe e offensive a lungo raggio dei droni.
Ma la delegazione americana l’ha estesa a 30 giorni e non solo nel Mar Nero ma su tutta la zona del conflitto. Kiev si è detta d’accordo.
“Dire si alla pace, è questo il gesto che ora i russi possono fare. Se lo fanno, penso che avremo fatto un grande progresso. Se dicono no, allora sfortunatamente sapremo chi ostacola la pace. Ora la palla per la tregua in Ucraina è nel campo della Russia” ha commentato Marco Rubio.
La delegazione ucraina ha anche riconfermato che l’Ue deve partecipare nello svolgimento di pace. Il presidente transalpino Emmanuel Macron ha ribadito la necessità del supporto della Nato al programma franco-britannico e invocato le forze militari di una trentina di Paesi europei per la programmazione delle garanzie di sicurezza.
Intanto Zelensky, non presente alla riunione di Gedda, ha pubblicamente ringraziato Donald Trump su X: “gli Stati Uniti comprendono le nostre argomentazioni e considerano le nostre proposte… sono grato al Presidente Trump per la conversazione costruttiva tra i nostri team… L’Ucraina è pronta ad accettare questa proposta per la pace – aggiunge – Ora devono convincere Mosca. Se la Russia accetta, il cessate il fuoco entrerà in vigore immediatamente”.
A prescindere dalla risposta del Cremlino, il tavolo di Gedda ha molto ammorbidito i rapporti al cardiopalma tra Usa e Ucraina che si erano creati durante l’ultimo vertice della Casa Bianca. Con l’approvazione di Kyiv alla proposta di Whashington, il leader ucraino non rappresenta più uno ostacolo al ritorno della pace.
Prontamente sono arrivate le congratulazioni della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e della presidente del Consiglio italiano Georgia Meloni, che così definiscono la vicenda: “accogliamo con favore le notizie giunte da Gedda, di un accordo di cessate il fuoco e la ripresa della condivisione di intelligence e dell’assistenza alla sicurezza degli Stati Uniti, è un passo avanti verso una pace globale”.
