La Germania alza il muro della competizione con la Cina imponendo lo stop a un accordo che avrebbe portato il produttore di turbine a gas tedesco MAN Energy Solutions, di proprietà di Volkswagen, sotto il controllo della cinese CSIC Longjiang, azienda controllata a sua volta dalla Chinese State Shipbuilding Corporation, che realizza moptori per la Marina Militare di Pechino, in particolare motori.
Il governo di Olaf Scholz ha bloccato la vendita di MAN imponendo uno stop anche alle transazioni economiche nei settori strategici che in Italia è garantito dalla disciplina del golden power.(esercizio di veto del Governo)
Si rafforza la china negativa dei rapporti commerciali sino-tedeschi già gravati negli ultimi tempi dal crollo del commercio bilaterale e dal boom delle sanzioni europee sui veicoli elettrici cinesi da oggi al 48% di tassa di importaziowe
Pagano questa svolta le aziende tedesche di punta come Volkswagen.
Volkswagen in Cina nel 2023 produceva 3 milioni di veicoli, sei volte l’intero indotto auto del mercato italiano, e ne ha venduti l’anno scorso oltre 3,2 milioni, con una quota di mercato superiore al 14%.
L’affare con CSIC avrebbe ampliato i rapporti bilaterali in una fase in cui Berlino e Pechino si avviano allo scontro commerciale iniziato nel novembre 2022, quando Berlino ha vietato la vendita ai cinesi delle società Elmos ed ERS Electronic, che producono semiconduttori.
Oramai, per la Germania la Cina è ufficialmente al tempo stesso “partner, concorrente e rivale sistemico“. . Ora che la GeRussia è defunta, la GeCina annaspa tra settori economici tedeschi, dall’auto elettrica ai macchinari, che subiscono l’onda lunga delle nuove guerre commerciali.
Il caso MAN Energy mostra così il primato della geopolitica e della strategia sulle dinamiche economico-commerciali anche per le grandi potenze dell’industria globale. Chi sorriderà saranno sicuramente gli Usa.
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