In Israele è ”emergenza nazionale” per l’incendio partito dai boschi sopra Gerusalemme, scoppiato in concomitanza con un appello rivolto da Hamas ai suoi sostenitori attraverso Telegram. ”Bruciate Israele”, si legge in un post, ”bruciate i boschi, le foreste, le case dei coloni, tutto ciò che potete”. Il messaggio è rivolto in particolare ai ”giovani della Cisgiordania, giovani di Gerusalemme e ai palestinesi all’interno di Israele”. L’incendio è scoppiato in concomitanza con un appello rivolto da Hamas ai suoi sostenitori attraverso Telegram. “Bruciate Israele”, si legge in un post, “bruciate i boschi, le foreste, le case dei coloni, tutto ciò che potete”. Il messaggio è rivolto in particolare ai “giovani della Cisgiordania, giovani di Gerusalemme e ai palestinesi all’interno di Israele”. L’obiettivo è invece quello di “vendicare Gaza” perché “Gaza attende la vendetta delle persone libere”. Prima del post di Hamas, sempre su Telegram il canale della Jenin News Network aveva invitato i palestinesi a “bruciare i boschi vicino agli insediamenti”. Nel post è stata anche pubblicata la foto di una persona mascherata che appicca il fuoco a un campo mentre una città brucia sullo sfondo, con il testo “Le case dei coloni saranno cenere sotto i piedi dei rivoluzionari” e l’hashtag “Bruciate le case dei coloni”. La polizia rende noto di aver arrestato un cinquantenne residente nel quartiere Umm Tuba di Gerusalemme Est con l’accusa di aver contribuito ad appiccare gli incendi che divampano nei pressi della Città Santa. Gli agenti hanno eseguito l’arresto dopo aver ricevuto una segnalazione: una persona stava appiccando il fuoco alla vegetazione nella zona sud di Gerusalemme, ha dichiarato un portavoce. Il sospettato è stato fermato per essere interrogato. La polizia afferma che il sospettato ha tentato di fuggire, ma è stato arrestato dopo un breve inseguimento, addosso aveva un accendino, cotone idrofilo e materiali infiammabili.
