di Michele Rutigliano (*)
Con una solenne cerimonia svoltasi all’Hotel Waldorf Asoria a Roma , il Ghana ha celebrato il 69° anniversario della propria indipendenza. Un momento solenne, ma anche carico di significato politico e simbolico, che ha riunito rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, autorità religiose e civili, membri della comunità ghanese in Italia e numerosi ospiti istituzionali. A guidare la celebrazione sono stati l’Ambasciatore presso la Santa Sede, Sir Ben B. Assorow e l’Ambasciatrice presso la Repubblica Italiana, S.E.Mona-Helen Kabuki Quartey che hanno portato i saluti del Presidente della Repubblica John Dramani Mahama, del Governo e dell’intero popolo ghanese. Nel suo intervento, l’Ambasciatore Assorow ha ricordato come il 6 marzo rappresenti una data fondamentale per la storia del Paese africano: il giorno in cui, nel 1957, il Ghana conquistò l’indipendenza dalla Gran Bretagna, diventando uno dei primi Stati dell’Africa subsahariana a liberarsi dal dominio coloniale. Un passaggio storico che ha avuto nel primo Presidente del Ghana, Kwame Nkrumah, uno dei suoi protagonisti più autorevoli. Proprio a lui e a tutti coloro che contribuirono alla lotta per la libertà nazionale è stato rivolto un sentito omaggio durante la cerimonia.
Costruire prosperità e ristabilire la speranza
Il Tema scelto per le celebrazioni di quest’anno – “Building Prosperity, Restoring Hope”, costruire prosperità e ristabilire la speranza – riflette la fase di rinnovamento politico ed economico che il Paese sta attraversando. Nel suo discorso, l’Ambasciatore Assorow ha illustrato i contenuti della cosiddetta “Reset Agenda”, il programma di rilancio promosso dal governo per rafforzare la stabilità economica, migliorare il clima degli investimenti e consolidare la trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Tra le priorità indicate figurano la lotta alla corruzione, il recupero dei beni sottratti illegalmente, la tutela delle risorse naturali e il contrasto all’estrazione mineraria illegale. A queste misure si affianca il progetto della “24 Hour Economy”, un modello economico che punta a rendere operativi imprese, servizi e industrie nell’arco delle ventiquattro ore, con l’obiettivo di stimolare la crescita, l’occupazione e la competitività. Il Ghana, ha ricordato Assorow, continua a svolgere un ruolo attivo negli equilibri regionali dell’Africa occidentale e nelle principali organizzazioni internazionali, dall’Unione Africana alla Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS). Una tradizione diplomatica che affonda le radici nel pensiero panafricanista di Nkrumah e che oggi si traduce anche nella promozione della diplomazia economica, strumento fondamentale per attrarre investimenti e rafforzare le relazioni commerciali.
Memoria storica e cooperazione internazionale
Un passaggio significativo del discorso è stato dedicato alla memoria della tratta transatlantica degli schiavi, una ferita storica che il Ghana intende riportare al centro del dibattito internazionale. Il Paese africano presenterà infatti alle Nazioni Unite una proposta di risoluzione per il riconoscimento globale di queste atrocità come uno dei più gravi crimini contro l’umanità. L’iniziativa sarà presentata il 25 marzo prossimo, in occasione della Giornata internazionale di commemorazione delle vittime della schiavitù e della tratta degli schiavi. Come ha sottolineato l’Ambasciatore, l’obiettivo non è accusare singole nazioni, ma promuovere verità storica, riconoscimento e riconciliazione.
Un’amicizia che si rafforza
Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il rapporto di lunga data tra Ghana e Santa Sede, con le relazioni diplomatiche avviate nel 1975 e fondate su valori condivisi come la pace, il dialogo e la dignità della persona. L’Ambasciatore Assorow ha sottolineato, infine, il contributo significativo delle istituzioni cattoliche allo sviluppo sociale del Ghana, in particolare nei settori dell’istruzione, della sanità e della costruzione della pace. La celebrazione si è conclusa con un brindisi augurale in onore del Santo Padre Papa Leone XIV e del rafforzamento delle relazioni tra Ghana e Santa Sede. Un gesto simbolico che ha riassunto il senso della giornata: ricordare il cammino della libertà e guardare al futuro con spirito di cooperazione. “Lunga vita all’amicizia tra Ghana e Santa Sede”, ha esortato l’Ambasciatore, mentre ha rivolto a tutti il suo augurio sincero di pace e benedizione, soprattutto in questo tempo che vede coincidere la Quaresima cristiana e il Ramadan musulmano, un segno concreto di dialogo tra popoli, culture e religioni.
(*) Giornalista
