Politica

Giorgia Meloni all’Onu: “Guerra globale ai trafficanti di esseri umani”

 

La premier mette l’emergenza migranti al centro del suo discorso di debutto al Palazzo di Vetro a New York e si appella a tutti: “Non possiamo fingere di non vedere”

 

 

“Combattere le organizzazioni criminali dovrebbe essere un obiettivo che ci unisce tutti e che investe anche le Nazioni Unite”: lo ha detto Giorgia Meloni durante il suo intervento alle Nazioni Unite, dove do fatto ha lanciato una “guerra globale e senza sconti ai trafficanti di esseri umani“. L’emergenza migranti è stata quindi al centro dell’intervento della premier, che nella notte ha fatto il suo debutto all’assemblea dell’Onu, leggendo un discorso arrivato dopo una giornata in cui a far discutere era stata la scelta prima di non andare alla cerimonia di Biden, per andare invece in una pizzeria italiana, la stessa in cui si dice andò Renzi anni fa, e poi di non intervenire al Consiglio di sicurezza con Zelensky e Lavrov (una sessione speciale dove ha mandato Antonio Tajani) per occuparsi invece di incontrare un gran numero di Presidenti africani in una lunga serie di faccia a faccia.  Il tema dell’immigrazione clandestina e gli scafisti tornano più volte nel suo discorso, di cui parla in questi termini: “reti criminali che lucrano sulla disperazione per collezionare miliardi facili”. E lancia un appello all’Onu: “Davvero – ha chiesto – possiamo fingere di non vedere che oggi al mondo non esiste attività criminale più profittevole del traffico di migranti, quando proprio i rapporti Onu certificano come questo business abbia raggiunto per volumi di denaro il traffico di droga, e ampiamente superato quello delle armi?Davvero questa Assemblea, che in altri tempi ebbe un ruolo fondamentale nel debellare definitivamente quel crimine universale che era la schiavitù, può tollerare che torni oggi sotto altre forme, che si continui a mercificare la vita umana, che vi siano donne portate in Europa a prostituirsi per ripagare debiti enormi contratti con i trafficanti, o uomini abbandonati nelle mani della criminalità organizzata? Davvero possiamo dire che sia solidarietà accogliere in via prioritaria non chi ne ha davvero diritto ma piuttosto chi ha i soldi per pagare questi trafficanti, e consentire ai trafficanti di stabilire chi abbia diritto a salvarsi? Io penso di no”.

“Per farlo – ha concluso – dobbiamo lavorare insieme a ogni livello, e l’Italia intende essere in prima fila su questo fronte”.

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