di Giuliano Longo
Quello che inizialmente era sembrato un raid in territorio russo, è diventato un serio grattacapo per il Cremlino, preoccupato per l’occupazione (per ora) stabile di un’area dell’oblast di Kursk da parte delle forze armate ucraine che sono penetrate in territorio russo per circa 30 chilometri.
L’attacco del 5 agosto, è stato preceduto da una lunga campagna di distruzione della rete di comunicazione russa accompagnata dalla soppressione dei sistemi elettronici di difesa aerea e di bombardamenti missilistici mirati.
Operazione che Mosca ritiene , a ragione, sostenuta dall’intelligence statunitense, ma che rivela una falla non di poco conto negli analoghi sistemi russi di difesa, già allertati da alcuni tentativi ucraini di colpire a distanza centri di difesa elettronica, A Kursk i russi sono stati colti di sorpresa.
Questa operazione ha alimentato la narrazione di molti media occidentalisulla possibilità che Zelensky possa bloccare Putin nonostante i russi avanzino sul frontesud occupando un insediamento dopo l’altro..
L’azione iniziale si è sviluppata in una porzione di confine avente come direttrice principale la cittadina di Sudzha,(non distante dalla sua centrale atomica) e si è estesa versoKauchuk e Korenevosfruttando la rete stradale. Sebbene lo slancio iniziale delle forze ucraine sia ormai quasi del tutto esaurito, le difese russe faticano a contenerne l’avanzata ucraina. Un secondo attacco effettuato poco più a Nord, nella regione di Belgorod,è stato respinto .
Ormai è opinione diffusa fra i commentatori occidentali meno “embedded” che l’azione ucraina è svolta sostanzialmente per motivazioni tattiche e strategiche, mentre sciami di droni volano nei pressi di Mosca.
Tatticamentelo Stato maggiore ucraino spera di poter distogliere reparti russi impegnati lungo il fronte orientale e meridionale del Donbass. Strategicamente, l’obiettivo di Kiev è quello di pesare politicamente nell’eventuale tavolo di trattative per un cessate il fuoco grazie alle conquiste territoriali, in una sorta di “scambio”con Mosca per riavere i territori occupati dalla Russia dall’inizio della guerra.
Piano già respinto da Putinche ha dato l’ordine di riconquistare la regione occupata dagli ucraini entro il primo ottobre, a testimonianza non già delle capacità dell’esercito russo, quanto della volontà politica di non trattare, che tutto sommato è anche nella volontà di Zelensky che continua a chiedere armi e soldi all’Occidente .
Nonostante il clamore mediatico e la propaganda di Zelensky il Pentagono ritiene che il conflitto sia giunto a un punto morto.
Gli esperti dell’intelligence militare statunitense ritengono che né l’Ucraina né la Russiaal momento abbiano le forze necessari per lanciare una grande offensiva. Kiev non ha le capacità di produzione bellica russa e conta sullo sforzo dell’Occidente mentre tenta di far lavorare il suo apparato industrial-militarea pieno ritmo, ma occorre tempo.
Secondo la valutazione più ottimistica Le truppe ucraine sono ancora in grado di condurre operazioni difensive, ma non saranno in grado di lanciare una controffensiva, mentre la Russia ha adottato una strategia che mira a logorare l’Ucraina.
Sempre secondo l valutazione ottimistica del Pentagono, Mosca sarà in grado di mantenere le vaste aree del Donbass che va conquistando, ma non avrebbe forze sufficienti per un’avanzata più profonda nel territorio della città di Kharkiv.
Il ministro degli interni ucraino, generale Ihor Klymenko,ha dichiarato che Kiev intende instaurare una zona tamponeper proteggere la popolazione della regione di frontiera di Sumy dai bombardamenti russi e che creerà corridoi umanitari per gli abitanti dell’oblast di Kursk minacciati dai combattimenti. Nella regione di Sumy 20’000 abitanti sono stati sfollatinegli ultimi giorni a causa del fuoco proveniente da oltre confine..
Ma il dilemma per Vladimir Putin, secondo la Casa Bianca,è se reagire spostando verso Kursk parte delle truppe impegnate nella costante avanzata russa c sul fronte del Donbass,in particolare dalla zona di Donetskverso l’importante hub logistico di Pokrovsk.
Secondo il Wall Street Journal, questo sarebbe in parte già accaduto. Invece l’Institute for the Study of Warstatunitense, nei suoi quotidiani bollettini sull’andamento del conflitto, certifica gli ulteriori progressi russi su quel fronte, mentre per le autorità lituane, Mosca avrebbe già spostato truppe dall’enclave diKaliningrad, sul Baltico.
A coordinare la risposta russa, Vladimir Putin ha nominato martedì uno dei suoi uomini più fidati e fedeli, il 51enne Alexei Dyumin.A lui il compito di coordinare l’azione dell’esercito, dei servizi di sicurezza e delle autorità civili per “espellere”le truppe ucraine.
Figlio di un generale e originario proprio di Kursk, dopo aver fatto parte del servizio di sicurezza presidenziale, già governatore della regione di Tula, nel maggio scorso è stato nominato consigliere del Cremlino per l’industria militare e poi segretario del Consiglio di Stato. La sua carriera è in continua ascesa, tanto che qualcuno lo indica fra i papabili persino alla successione del presidente.
Nel frattempo i nazionalisti russi più accanitiinvocano una terza “mobilitazione”per fronteggiare quella che viene definita la vergognadella prima violazione dei territori della Santa Russia dopo la seconda guerra mondiale e invocano vendetta con la distruzione dei ponti e delle dighe sul fiume Dniepr, bombardamenti su Kiev ed Odessa e tanto altro.
Ma Putin appare ancora molto cauto e si ritiene che stia raggruppando le risorse prt sfondare nel Donbass, penetrando sempre in territorio ucraino per ridurre l’avanzata di Kursk a una vittoria di Pirro.
aggiornamento la crisi russo-ucraina ore 14.37
