Economia e Lavoro

Granelli (Confartigianato) al Seminario estivo di Symbola: “L’intelligenza degli artigiani 5.0 costruisce il futuro del made in Italy”

 

“I nostri imprenditori saldano il passato e il futuro, la tradizione e l’innovazione con l’intelligenza artigiana che non ha paura del nuovo, ma lo affronta usando le tecnologie digitali per esaltare la creatività alla base dell’eccellenza manifatturiera made in Italy”. Con queste parole il Presidente di Confartigianato Marco Granelli ha sintetizzato lo spirito degli artigiani 5.0 nel corso del suo intervento al panel ‘Intelligenza artificiale e made in Italy’, svoltosi oggi a Mantova nell’ambito del Seminario estivo di Symbola. Accanto al Presidente Granelli, per discutere dell’impatto dell’IA sul futuro dell’economia italiana, Antonio Calabrò, Presidente Fondazione Assolombarda – Presidente Forum Fondazione Symbola, Giusella Finocchiaro, docente all’Università di Bologna, Stefano Micelli, docente all’Università Cà Foscari Venezia, Monica Poggio, Amministratore delegato di Bayer italia e Vice presidente Assolombarda. Ha condotto il dibattito Manuela Perrone, giornalista de Il Sole24Ore. “La digitalizzazione della conoscenza artigiana – ha sottolineato Granelli – non significa sostituire l’interazione umana, ma piuttosto valorizzarla. L’integrazione dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie nel Made in Italy non è solo una sfida, ma un’opportunità. È un modo per rigenerare la nostra tradizione artigiana, rendendola ancora più forte e sostenibile. Dobbiamo abbracciare il cambiamento, guidarlo con intelligenza e creatività, e utilizzare le tecnologie come strumenti per migliorare ciò che rende unico il nostro patrimonio artigiano”. “L’importante – ha aggiunto il Presidente di Confartigianato – è avere ben chiaro qual è il modello di sviluppo economico e sociale che, con il contributo di noi imprenditori, si vuole costruire. Attraverso l’uso consapevole e ‘intelligente’ delle nuove tecnologie possiamo preservare l’essenza del Made in Italy, caratterizzata da qualità, innovazione, rispetto per le persone e per l’ambiente. L’intelligenza artificiale, dunque, non deve essere vista come una minaccia, ma come una possibilità per rafforzare il nostro patrimonio di conoscenza, esperienza, eccellenza manifatturiera e quindi del Made in Italy. Il futuro dell’impresa d’eccellenza dipende dalla sua capacità di integrare queste nuove tecnologie, rendendo il lavoro più efficiente, sostenibile e personalizzato. Solo così potremo mantenere viva la tradizione del Made in Italy, arricchendola con le opportunità offerte dalla tecnologia moderna”.

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