Politica

Guerra e prezzo del gas, Cingolani: “Vero problema le speculazioni di mercato” 

Per quel che riguarda i prezzo del gas, e dell’energia in generale, in relazione alla crisi ucraina, “la guerra è terribile ma anche la speculazione di mercato è terribile”. Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, lo dice intervenendo ai Berlin Energy Transition Dialogue 2022.

“Nessuno qui ha menzionato il vero problema che è la speculazione di mercato”, dice Cingolani, “la guerra ci vede tutti estremamente addolorati, ed è terribile dovervi assistere nel 2021, ma in questo momento la quantità di gas nei gasdotti europei è la stessa, identica, di un anno fa, non manca gas, la quantità è la stessa. Allora qualcuno può spiegarmi perche un anno fa il gas costava 25 centesimi al metro cubo e oggi 1.5 euro al metro cubo? Ora ho bisogno di riempire i miei stoccaggi e devo pagare 15 miliardi di euro per il gas, un anno fa erano 2 miliardi”.

Insomma, “il libero mercato serve, ma il mercato non può esser libero di stare sulle spalle di cittadini e aziende– stigmatizza il ministro- è qualcosa che dobbiamo cambiare, non ha nulla a che fare con la guerra, perché la guerra è terribile ma anche la speculazione di mercato è terribile”. Con una transizione verso le energie rinnovabili il mondo sarà “più pulito, non più sicuro, non credo che la sicurezza dipenda principalmente dall’energia ma piuttosto dall’atteggiamento dell’umanità”. Ciò detto, alla luce della crisi ucraina “noi in Italia stiamo cercando di mantenere la rotta verso il -55% delle emissioni esattamente come prima”, nell’ambito dei programmi europei, spiega Cingolani. “In Italia sostituiremo il gas dalla Russia nella stessa quantità o anche un po’ meno, visto che stiamo accelerando sulle rinnovabili e i programmi di efficienza”, spiega Cingolani, in futuro “avremo piu elettricità da fonti rinnovabili e un po’ meno da gas, ma la strada al 2030 è chiara, la sfida vera sarà però dopo il 2030″.

Da questo punto di vista “servirà un panorama energetico del tutto diverso– sottolinea il ministro- ad ora non penso che paesi ad alta intensità energetica come Germania e Italia possano farcela solo con rinnovabili e un po’ di gas per la programmabilità, si dovrà riflettere a fondo”.

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