di Margherita Lopes (*)
Tutti negativi i test eseguiti al Sacco di Milano e allo Spallanzani di Roma. Dunque il turista britannico sceso dal volo Klm e il suo accompagnatore non sono infetti da Hantavirus, come pure il giovane calabrese e la turista ricoverata a Messina. Una notizia che non sorprende l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi. E questo anche perché l’Hantavirus del focolaio sulla nave MV Hondius è “lo stesso virus dell’epidemia del 2018 e di quelle verificatesi negli ultimi 8 anni: non ha fatto mutazioni importanti. E il passaggio all’uomo non è frutto di mutazione: si tratta del virus Andes, l’unico a potersi trasmettere da persona a persona”.
A sollevare interrogativi sulle mutazioni del virus era stata la ministra francese della Sanità. Ma Ciccozzi, noto ai tempi di Covid-19 come il ‘cacciatore di varianti’, rassicura: “Si tratta di un virus abbastanza stabile, con una letalità alta ma che diffonde poco. Al momento non ci sono contagi al di fuori del focolaio iniziale e la notizia della negatività della hostess del volo Klm su cui era salita brevemente la seconda vittima dell’Hantavirus ci rassicura”. Insomma, il patogeno non passa facilmente da uomo a uomo. “Anche per questo motivo è importante evitare di fare allarmismo: il rischio è quello di ritrovarsi a non essere creduti in caso di pericolo reale, come nella favola di Pierino e il lupo”, riflette l’epidemiologo che all’Hantavirus ha dedicato un lavoro in pubblicazione su ‘Infectious Diseases’, firmato insieme al gruppo di Gabie formato da Francesco Branda e Giancarlo Ceccarelli.
Per Ciccozzi ci sono ancora alcuni interrogativi a cui, forse, potranno rispondere le operazioni di sanificazione cui è sottoposta la nave da crociera. “Non possiamo escludere che i casi sulla MV Hondius siano legati a una trasmissione diretta da feci e urine dei topi: l’imbarcazione è partita da una zona dove si trovano roditori portatori e serbatoio di questa malattia”, ragiona. Insomma, insieme alla trasmissione da uomo a uomo a partire dai primi contagiati, resta la possibilità del contagio diretto dai topi. “Purtroppo si è perso il contact tracing, ma è un grande sollievo vedere che il virus non muta.
L’avevamo supposto, in ragione del grado di letalità dell’Hantavirus.
Però questa è una buona notizia”.
“Sicuramente qualche altro caso si potrà vedere, per via della lunga incubazione e del prolungato contatto tra i passeggeri a bordo. Ma al momento è bene mantenere il sangue freddo e affidarsi a specialisti e autorità sanitarie”, conclude l’epidemiologo. Ebbene, in queste ore il ministero della Salute ha ribadito che il rischio “connesso al virus resta molto basso in Europa e, dunque, anche in Italia”.
(*) La Presse
