“Questo non è il prossimo Covid, ma è una grave malattia infettiva. La maggior parte delle persone non vi sarà mai esposta”. Lo ha detto la principale esperta di epidemie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Maria Van Kerkhove, aggiungendo che la variante andina dell’hantavirus è ben nota. Anche se l’Oms non ha mai registrato un’epidemia di questo virus su una nave. L’accesso alle cure cliniche per chi si trova sulla nave è importante, ha affermato, perché le persone infette possono sviluppare una grave insufficienza respiratoria acuta e necessitare di ossigeno o ventilazione meccanica. Il periodo di incubazione dell’hantavirus “può variare da una a sei settimane, o anche più”, ha dichiarato Van Kerkhove.
Coppia morta aveva viaggiato tra Cile, Argentina e Uruguay
La coppia che è deceduta per aver contratto l’hantavirus aveva viaggiato tra Cile, Uruguay e Argentina. Le autorità hanno reso noto che la coppia è arrivata in Argentina il 27 novembre dello scorso anno e ha viaggiato in auto per 40 giorni prima di entrare in Cile il 7 gennaio. Sono tornati in Argentina il 31 gennaio per un viaggio in auto attraverso diverse province, tra cui Neuquén, nella Patagonia centro-settentrionale, e Misiones, nell’estremo nord-est. Il 13 marzo hanno visitato l’Uruguay e una settimana dopo sono tornati a Ushuaia, la città più meridionale dell’Argentina.
Oms, tracciamo i 23 sbarcati senza controllo
L’Organizzazione mondiale della sanità (oms) sta poi coordinando un “tracciamento dei contatti internazionali” per verificare lo stato di salute delle 23 persone che sono sbarcate dalla crociera Hondius nell’isola di Sant’Elena il 21 aprile, 10 giorni dopo il primo decesso per hantavirus. Lo ha dichiarato a El Pais un portavoce dell’Oms. “I passeggeri sbarcati dalla nave sono stati informati del (primo) caso di hantavirus dagli operatori della nave ed è stato chiesto loro di segnalare qualsiasi segno o sintomo”, ha aggiunto il portavoce. Una di queste persone è il cittadino svizzero ricoverato in un ospedale di Zurigo, che è diventato l’ottavo caso dell’epidemia. “In collaborazione con le autorità nazionali e gli operatori della nave, i nostri team hanno stilato un elenco di chi si trovava in ogni luogo e in quale momento, al fine di garantire che qualsiasi potenziale esposizione sia documentata e che le persone possano ricevere assistenza se presentano sintomi. Questo tracciamento dei contatti aiuta anche a contenere ogni possibile diffusione”, ha concluso l’Organizzazione.
Red
