di Gianluca Maddaloni
In Italia, la compravendita di cani di razza non è solo una questione di passione cinofila, ma un vero e proprio business che muove milioni di euro ogni anno. Dalle razze pregiate come il Bulldog Francese, il Chihuahua, il Maltese, il Labrador o il Border Collie, fino ai cani da guardia come il Cane Corso o il Pastore dell’Asia Centrale, il mercato è in piena espansione e attira sempre più acquirenti, allevatori e purtroppo anche speculatori. Il prezzo di un cucciolo di razza varia moltissimo in base alla genealogia, alla purezza del pedigree e alla popolarità della razza. Per fare qualche esempio: un cucciolo di Bulldog Francese può arrivare facilmente a 2.500 euro, un Pastore Svizzero Bianco o un Akita Inu superano spesso i 3.000 euro, mentre razze rare come il Samoiedo o il Basenji possono toccare anche i 5.000 euro per esemplari da esposizione o selezionati per la riproduzione. A ciò si aggiungono le spese di mantenimento e cura: tra visite veterinarie, vaccinazioni, alimentazione di qualità e tolettatura, il costo annuo può aggirarsi tra i 1.000 e i 2.500 euro, a seconda della taglia e delle esigenze del cane. Gli allevamenti certificati rappresentano la colonna portante del mercato. Offrono garanzie sanitarie, test genetici e documenti ufficiali come il pedigree, il microchip e il libretto sanitario. Ma accanto a questi esistono centinaia di allevatori improvvisati, che vendono cani online senza garanzie, spesso frutto di incroci casuali o di cucciolate non controllate, alimentando un sottobosco grigio che sfugge a qualunque tipo di regolamentazione fiscale e veterinaria. C’è però un mercato parallelo dei cuccioli di razza che rappresenta un problema serio in Italia. Ogni anno, migliaia di cani vengono importati illegalmente dall’Est Europa, soprattutto da Slovacchia, Ungheria e Romania. Vengono trasportati in condizioni disumane, spesso separati troppo presto dalle madri e venduti senza alcun tipo di tracciabilità a prezzi più bassi, attirando acquirenti ignari. Il rischio? Cani malati, non socializzati e destinati a vivere una vita di sofferenze. Inoltre, molte femmine vengono sfruttate come “macchine da cucciolate”, partoriscono in continuazione per soddisfare la domanda del mercato, senza alcuna considerazione per il loro benessere fisico e psicologico. È un circolo vizioso dove l’interesse economico supera il rispetto per la vita animale. Chi sceglie di acquistare un cane di razza spesso lo fa per motivi estetici o di status, senza considerare alternative come l’adozione dai canili. Questo atteggiamento alimenta la domanda e, di conseguenza, il mercato. È importante informare e sensibilizzare futuri proprietari: acquistare responsabilmente, da allevamenti seri e trasparenti, è fondamentale per spezzare i meccanismi del traffico illegale e promuovere il benessere animale. La compravendita di cani di razza in Italia è un fenomeno economico rilevante ma controverso. Se da un lato coinvolge migliaia di lavoratori onesti come allevatori, veterinari, educatori, dall’altro è minacciato da pratiche scorrette e traffici illeciti. La chiave per rendere questo settore più etico passa attraverso la consapevolezza del consumatore e un maggior controllo da parte delle autorità competenti. Solo così la passione per i cani potrà restare un valore e non diventare un mero strumento di profitto.
