di Viola Scipioni
Milano è pronta a indossare, ancora una volta, il suo abito più glamour. Dal 28 settembre e per un mese, la città sarà il set delle riprese de Il Diavolo veste Prada 2, attesissimo sequel del cult hollywoodiano che ha segnato una generazione. La notizia, arrivata in sordina durante una serata agostana tra commenti sulla “questione-Milano” e tavolini da caffè, è destinata a far discutere: la troupe ha scelto come quartier generale piazza dei Mercanti (nella foto), ultimo nucleo medievale del centro storico, attualmente oggetto di un imminente restauro.
La scelta del luogo non è casuale. Piazza dei Mercanti, con la sua architettura sospesa nel tempo e i palazzi storici che la circondano, rappresenta un set naturale perfetto per raccontare eleganza e storia. Proprio lì si affaccia Palazzo Giureconsulti, costruito nel Seicento per contendere visibilità al vicino Palazzo Marino. Ed è tra questi edifici che si muoverà il cast della pellicola, con le star internazionali già pronte a calcare le strade meneghine.
L’arrivo del film rappresenta una vittoria simbolica per i sostenitori del modello “difendiamo-Milano”, in questi mesi impegnati a rilanciare l’immagine della città tra grandi eventi e progetti culturali. A fare da cornice alle riprese, infatti, ci saranno due appuntamenti centrali per il calendario milanese: la Milano Beauty Week, che si concluderà il 21 settembre con un concerto al Teatro alla Scala e la donazione del restauro del pozzo di piazza dei Mercanti, e la Milano Fashion Week, che terminerà il 29 ma celebrerà il 27, sempre alla Scala, con i Sustainability Awards.
Con un calendario così fitto, è facile immaginare una città trasformata in un grande palcoscenico: fashion blogger, paparazzi, turisti e curiosi pronti a scattare una foto o a incrociare lo sguardo della protagonista indiscussa, Anne Hathaway, da sempre contesa dai brand italiani. Un fermento che potrebbe riportare Milano sotto i riflettori internazionali, non solo per moda e cinema, ma anche per la sua capacità di ospitare grandi produzioni e gestire eventi complessi in pieno centro storico.
Eppure, dietro le quinte, non tutto è rose e fiori. A Palazzo Marino, sede del Comune, si respira un certo nervosismo. Più che per l’afflusso di fan adoranti o per i riflettori puntati sulla città, le preoccupazioni riguardano l’inchiesta in corso che da settimane tiene banco nel dibattito pubblico e rischia di gettare ombre sull’evento. Il timore è che l’attenzione mediatica che accompagna una produzione di questo calibro possa amplificare anche polemiche e speculazioni, distogliendo l’attenzione dai successi della città.
Il ceruleo del maglioncino tanto discusso nel primo film, insomma, potrebbe tingersi di sfumature più cupe. Resta da capire se, all’arrivo della troupe, i ceppi della gogna mediatica saranno stati abbandonati in favore di un più sobrio ritorno alla giurisprudenza e al rispetto delle istituzioni. Milano, da parte sua, è pronta a recitare la sua parte. Sul set e fuori.
