Yair Netanyahu (nella foto), figlio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ha accusato su X il servizio di sicurezza Shin Bet di aver tentato di rovesciare il governo di suo padre e di aver torturato i soldati dell’Idf. Lo riporta il Times of Israel. La sua serie di post su X arriva nel momento in cui sono in corso una serie di indagini presso l’ufficio del Primo Ministro in merito a fughe di notizie di documenti di intelligence classificati e di accuse secondo cui i verbali delle riunioni risalenti all’inizio della guerra sarebbero stati manipolati. Diversi ufficiali delle Idf sono stati arrestati. “È lo stesso Shin Bet – sostiene il figlio del premier israeliano – che arresta e tortura ufficiali delle Idf per assurdità, lo stesso Shin Bet che qualche mese fa ha rilasciato il dottor Mengele di Gaza, direttore dell’ospedale Shifa, insieme a decine di terroristi, con la scusa che non c’era posto nelle prigioni”, scrive. In un altro post accusa lo Shin Bet di aver tentato di rovesciare suo padre. “Abbiamo avuto un colpo di Stato contro la scelta democratica del popolo da parte dei procuratori, dei media e dei tribunali”, afferma, riferendosi alle accuse di corruzione per cui il primo ministro è sotto processo. “Ma non abbiamo ancora avuto un colpo di Stato contro la scelta democratica del popolo da parte dello Shin Bet e dell’esercito”. Intanto il team legale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta alla Corte distrettuale di Gerusalemme chiedendo di ritardare di due mesi e mezzo la sua audizione nel processo per corruzione, sostenendo che una serie di incidenti di sicurezza verificatisi durante il periodo in cui si sarebbe dovuto preparare per la testimonianza hanno reso il compito “impossibile”: lo riportano i media ebraici. Una richiesta del genere era ampiamente attesa poiché la guerra in corso impedisce a Netanyahu di prepararsi adeguatamente per il suo interrogatorio e il primo ministro non può essere processato in questo momento, poiché la corte non dispone di una stanza di sicurezza o di un rifugio antiaereo.
Aggiornamento la crisi mediorientale ore 11.53
