“La storia ci ha dimostrato che si possono fare molti progressi nella risoluzione di situazioni apparentemente insolubili attraverso discreti, pazienti e persistenti sforzi diplomatici, ispirati al rispetto reciproco, alla buona volontà e alla convinzione morale”. Lo ha sottolineato il Papa ricevendo in udienza un gruppo di ambasciatori in occasione delle Lettere credenziali. “Una volta – ha raccontato – ho sentito dire che il mestiere del diplomatico è come il ballo del minuetto: piccoli passi per fare un’armonia. Di fatto, molti degli attuali problemi globali sono di lunga data e ciò, invece di scoraggiarci, deve spingerci a cercare soluzioni nuove e innovative”. Bergoglio ha poi ricordato l’imminenza del Giubileo: “In questi giorni, mentre l’anno vecchio volge al termine e attendiamo l’alba del nuovo, siamo invitati a guardare al futuro con speranza, «come desiderio e attesa del bene, pur non sapendo che cosa il domani porterà con sé» . Il 24 dicembre inaugurerò l’Anno Giubilare della Chiesa 2025 aprendo la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Il messaggio principale del Giubileo è proprio quello della speranza. Mentre la Chiesa si avvia in un pellegrinaggio di rinnovata speranza nel potere di Cristo risorto di fare nuove tutte le cose, incoraggio i membri della Comunità diplomatica accreditata presso la Santa Sede a continuare a lavorare con coraggio e creatività alla promozione di legami di amicizia, cooperazione e dialogo a servizio della pace. La vostra attività, spesso discreta e nascosta, aiuterà a spargere i semi di un futuro di speranza per il nostro mondo stanco della guerra”.
Santa Sede con positiva neutralità
mira a contribuire a risolvere conflitti
“Tra difficoltà, sconfitte, scontri armati e contrastanti rivendicazioni di essere dalla parte del diritto, la Comunità internazionale non può rinunciare al proprio dovere di ricercare la pace favorendo il dialogo, la riconciliazione, la comprensione reciproca, il rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona e popolo e delle esigenze del diritto internazionale”. Lo ha evidenziato il Papa ricevendo in udienza un gruppo di diplomatici per Le Lettere Credenziali degli Ambasciatori di India, Giordania, Danimarca, Lussemburgo, São Tomé e Príncipe, Ruanda, Turkmenistan, Algeria, Bangladesh, Zimbabwe e Kenya. “Con la sua presenza nel consesso delle Nazioni, la Santa Sede, conformemente alla sua specifica natura e missione, cerca di promuovere tale dialogo a servizio del bene comune, senza perseguire obiettivi politici, commerciali o militari; attraverso la sua “positiva neutralità” – non dico “neutralità”, dico “positiva neutralità” – essa mira a contribuire alla risoluzione dei conflitti e di altre questioni evidenziandone l’intrinseca dimensione etica”, ha osservato.
